Le mie case sono "possibili"

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Flavio Galvagni, architetto

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Sovrapponibili e...trasportabili (sotto)

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intervista a Flavio Galvagni - di Corona Perer

Quanto può costare una casa del generre?
Meno di 1.000 euro al mq, e come per tutti i beni di largo consumo e prodotti industrialmente, i costi si abbattono drasticamente a fronte di una produzione elevata.

Il container e' un mezzo facilmente reperibile?
Sì, viaggiano ovunque nel mondo per mare e per terra permettendo ad un sistema che li utilizzi di arrivare pressochè ovunque.

Dove vanno a finire oggi i container?
Ci sono decine di milioni di unità circolanti nel globo, e una consistente percentuale è destinata a raggiungere ogni anno la fine del proprio ciclo vitale. La domanda dovrebbe essere proprio questa: dove vanno a finire? come vengono ri-utilizzati? perchè non recuperarli per una nuova industria (con ciò che presuppone e ne deriva) delle costruzioni?

Ritiene che una simile edificazione possa essere facilmente digerita e assimilata dalle normative di edilizia esistenti?
Sì perchè il sistema rispetta i parametri di legge sia dal punto di vista prestazionale che dimensionale. 

Che vantaggi offre il container?
E' un componente costruttivo economico, resistente, modulare e, come in un enorme gioco ad incastro, si può affiancare e sovrapporre per ampliare le possibilità di organizzazione di spazi interni e volumi. E' al contempo un volume vuoto ed un solido elemento strutturale, e mantiene invariate queste caratteristiche nel tempo.

Queste case non hanno mi pare fondazioni ma sono 'appoggiate': sono sicure?
Assolutamente sì: come per ogni edificio che si eleva dal terreno, anche il sistema basato sull'utilizzo di container come elementi strutturali necessita di fondazioni adeguate. Ma divesamente da un comune edificio, gli appoggi sono solo ai quattro angoli di ogni singolo container e non sono necessari sbancamenti nel terreno.

In un ambiente montano come quello suggerito dalla presentazione in rendering sono calde?
Sì, sono perfettamente isolate e i materiali sono personalizzabili.

Come si spiega lei - da un punto di vista estetico- il passaggio da una casa tradizionale con tetto a doppia falda al cubo? Questo dice qualcosa di una mutazione antropologica?
Tale passaggio si chiamerebbe evoluzione. Il dilemma estetico del tetto a falda o del cubo è irrilevante e miope, perchè la scelta del primo a scapito del secondo non ci ha messo al riparo dallo scempio che, nel nome di una mal interpretata tradizione e retorico localismo, ha invaso i territori di edilizia banale e declinazioni stucchevoli, mentre ha demonizzato a priori qualsiasi proposta controcorrente.

Come se lo spiega?
Suppongo che anche l'incapacità dell'Architettura di fornire alternative convincenti e contemporanee faccia parte del più ampio impoverimento culturale che la nostra società sta ormai accettando come status quo.

 

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