Giovanna Dal Magro, l'uomo e il suo doppio
di Corona Perer
Nell'uomo c'è sempre il suo doppio. Saperlo gestire è quello che si dice in gergo "equilibrio". La foto che abbia scelto incarna l'energia positiva e quella negativa di un uomo. Può dire la guerra interiore come il desiderio di pace che alberga in ogni individuo.
E' Francisco Copello, celebre artista raccontato da Giovanna Dal Magro che lo ritrasse in questa foto. "Copello mi affascinava perché era bambino e vecchio allo stesso tempo, uomo sensuale e assessuato, imprendibile e senza tempo. Ambiguo, ma ad altissimo livello" dice l'autrice.
Questo scatto è l'emblema di una pagina professionale durata almeno 8 anni. "Dovessi salvare dieci foto di tutto quel che ho atto in vita mia salverei le sue perché sono quelle che ho sentito più intimamente" afferma Giovanna Dal Magro ricordando le incursioni che l'artista faceva nel suo studio. "Veniva e metteva la musica, in genere sudamericana oppure sceglieva Prokoviev. Si preparava, io aspettavo, poi iniziava il suo privatissimo show e io fotografavo. Erano foto per lui e per me, eravamo soli, si lavorava in grande sintonia, erano in sostanza degli studi. Lui lo faceva per un bisogno di esprimersi e perché questo era ciò che amava fare" ricorda la fotografa che con Copello coltivò un rapporto di grande amicizia durato molti anni. "Con altri fotografi diceva che il risultato era volgare e in effetti ho visto foto orride di lui".
La guerra del Cile e la dittatura stanno dietro l'energia di questa foto, quasi come un magma sotterraneo. Fuggito dal suo paese, di origine italiana, Francisco Copello visse costantemente sospeso tra Stati Uniti ed Europa. "Aveva conosciuto il successo, ma aveva grande bisogno di libertà di scappare e di fuggire. Ultimamente ci scrivevamo lunghe lettere, poi due anni fa il silenzio. Cominciai a pensare che fosse morto, feci fare delle ricerche e venni a sapere che era effettivamente morto in solitudine".
Giovanna Dal Magro di recente è tornata a Milano per portare le sue opere fotografiche sull'artista Francisco Copello. Un ciclo di immagini venute da un esclusivo ed intenso rapporto di amicizia, dal 1975 durato ininterrottamente dieci anni. Fu il periodo in cui l'artista cileno si stabilì a Milano. Le opere sono state esposte per la prima volta, dopo trent'anni di letargo, quest'estate, nello spazio TUFANOSTUDIOVENTICINQUE in una mostra a cura di Luciano Inga-Pin e Rosanna Veronesi.
"Un racconto lirico di movimenti, di sguardi, di sessualità e sensualità pervasa di gioia ma anche di sofferenza" ha scritto Momò Calascibetta recensendo la mostra. Perchè la Dal Magro racconta un uomo, un artista, ma anche la riappropriazione del corpo e il bisogno di liberazione degli istinti repressi.
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