Il pittore partecipa con "China Colours"

immagine

China Colours, Maurizio Boscheri 2011 per la Biennale di Venezia

Maurizio Boscheri alla 54^ Biennale di Venezia

Maurizio Boscheri con  l'opera "China colours"  è stato selezionato dalla commissione di studio che ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare quelli più rappresentativi (oltre 1000) tra scultori, fotografi, ceramisti e video artisti per ogni Regione.
Inaugurazione Giovedì 27 Ottobre 2011, ore 18 alla presenzia di Vittorio Sgarbi presso "Le Sale Del Re" della Galleria Vittorio Emanuele 11/12 (Direttore artistico Dott.ssa Giorgia Cassini).
"Sono in profonda simbiosi con il mondo animale" dice l'artista che non si stanca di ripetere quanto l'uomo sia distratto e incapace di contemplazione. Di seguito una presentazione critica a cura di Claudia Avventi.

"Era uno di quei bambini appassionatissimi di natura, pieni di curiosità per il mondo animale. Uno di quelli che quasi riescono a immaginare il linguaggio delle bestie, il loro habitat, il carattere, la fisiologia e le qualità delle diverse specie.
Capace sin da piccolo di disegnare in modo stupefacente perché spinto dal bisogno di conoscenza, ha affinato le sue doti sull'interesse per l'ambiente aperto e per gli spazi incontaminati, dove si esprime la natura degli animali, distante dagli uomini e dai contesti urbani. In questi, gli animali che si incontrano stanno al guinzaglio o non distanti da una cuccia, da una stalla, da una gabbia, con l'attenzione comunque rivolta all'uomo, a noi.
Cresce attratto dai luoghi che hanno fatto vivere la sua fantasia nell'infanzia, l'ambiente naturale a cui negli anni ha indirizzato la sua attenzione, con la ricerca e l'impegno militante.
Alla fine degli anni novanta ha dato avvio alla sua carriera artistica come scelta di vita, come atto dovuto a se stesso di liberazione dagli schemi economici e aziendali in cui era inserito con ampi profitti.
Si è liberato per istinto e necessità da tutti i vincoli, secondo coscienza, per dedicarsi alla sua vocazione più profonda: l'arte di rappresentare gli animali e il loro mondo, fatto di equilibri vulnerabili, soggetti anche al nostro agire.
Dei molti viaggi compiuti oltreoceano, tiene in memoria e in cuore la descrizione minuziosa del contesto naturale e degli animali che vi abitano, sapendo anche elencare il numero di esemplari di molte specie in via di estinzione.
In tutte le sue opere la denuncia in questo senso è sottile, situata nella scelta di cosa rappresentare e celata sotto le mentite spoglie dell'approccio estetico al soggetto, che sono sempre gli animali selvatici nella loro eleganza, perfezione e bellezza.
A dieci anni dal suo inizio, ha elaborato la passionalità e l'istinto in una precisione impeccabile con cui rappresenta la consistenza dei corpi, la forma, i volumi e le pose delle bestie in natura, mimetiche a essa. L'altro elemento
su cui si muove la sua ricerca è proprio l'ambiente, la scena in cui stanno gli animali, luogo in cui si esprime la sua visione estetica e la sua evoluzione artistica, svincolata dal vero e trascinata dall'emozione e dall'astrazione dell'idea di animale libero.
In questi paesaggi, il colore è sempre armonico ai dettagli del manto, talvolta affine al contesto naturale, dove domina il verde in cui ama rifugiare i suoi occhi. Più spesso, il riferimento è al mondo ideale in cui l'artista vorrebbe collocarli, il luogo incontaminato e paradisiaco della memoria di viaggio filtrato dagli elementi della sua cultura storica e artistica. È un mondo di colore psichedelico, distribuito con l'aerografo, figlio del contemporaneo in cui siamo immersi tra immagini digitali, suoni elettronici e campionature dell'era 3D.
L'elemento sintetico introduce il moderno e il mondo offuscato e cangiante che creiamo e abitiamo, mentre altrove l'uso dell'oro risponde alla necessità di isolare, celebrare e innalzare. È un materiale che impreziosisce e che fa degli animali vere e proprie icone classiche, né fotografia, né feticcio.
A cucire i due mondi, animale/umano, soggetto/ambiente, nei suoi quadri, c'è una liana di forme, un intreccio di brillanti o paste dense che rimandano alle vibrazioni del luogo in cui ha trovato la prima ispirazione a fare della sua passione Arte: l'Australia aborigena rivissuta nei cerchi concentrici, che alludono a collane, monili, fiori, tatuaggi, corpi, paesaggi... (
Claudia Avventi - critico d'arte)

Visita gli archivi di Arte e Cultura

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata