2008 - L'omaggio di New York al grande artista che scolpiva la musica. Prestigiosa antologica da Acquavella Galleries nella Grande Mela

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"Folklore" di Fausto Melotti (collezione Roberto Pizzini)
Sopra, il catalogo della mostra di New York

Fausto Melotti a New York

(New York, aprile 2008) - E' stata inaugurata da Acquavella Galleries, una delle 5 gallerie più importanti al mondo una mostra che è la prima retrospettiva di Melotti in America. Con opere che provengono da prestatori d'eccezione come il Moma, la Fondazione Lucio Fontana, lo stesso Mart e da molti privati, riuniti sotto la discreta e riservatissima voce "private collection". Tra questi pianista Maurizio Pollini o il roveretano Roberto Pizzini. Negli spazi prestigiosi di Acquavella Galleries Inc., la personale di Fausto Melotti offre l'intero cammino compiuto dall'artista. Tre le opere partite da Rovereto: "Angoscia" del Mart e due teatrini di un collezionista che le conserva gelosamente da oltre vent'anni.

"Non le venderei mai" dice Roberto Pizzini benchè sappia che le quotazioni di Melotti sono salite alle stelle perché gli americani vanno pazzi di Melotti. "I miei due teatrini sono inalienabili" dice Pizzini irremovibile. Si tratta di "Paradiso", una terracotta dipinta che l'artista realizzò nel 1957 e una seconda opera portata a termine esattamente vent'anni dopo, nel 1977: "Folklore", un teatrino così bello che quando fu stampato il catalogo ragionato di Electa, la casa editrice scelse quest'opera per la copertina del voluminoso cofanetto in due volumi che raccoglie l'opera omnia di Melotti. "Folklore" possiede una levità e una grazia che rappresenta al meglio l'essenza e la sintesi artistica cui pervenne l'arte di Melotti. Per complessità tecnica e per dare alla mostra completezza scientifica e storica le due terracotte di Pizzini sono state considerate dagli esperti americani un passaggio determinante del percorso intellettuale di Melotti. Il collezionista roveretano le ha lasciate partire alla volta dell'America proprio perché a volerle e a considerarle fondamentali per la ricostruzione del cammino artistico dell'artista è stata anche la figlia Marta.

La mostra newyorchese, aperta al 18 East della 79ma strada resterà aperta fino al 12.06.2008. Curata da Elena Geuna, è stata voluta dal titolare William Acquavella che ha ospitato di recente nei suoi spazi esposizioni celebri di Paul Cezanne, Lucien Freud, Alberto Giacometti, Pablo Picasso con prestiti dai maggiori musei internazionali. Per Melotti si tratta di una vera e propria retrospettiva in quanto intende rappresentare il suo intero percorso artistico dalle prime sculture degli anni '30 agli ultimi lavori in ottone degli anni Ottanta. La mostra vuole infatti proporre al pubblico americano l'intero excursus storico-artistico dell'artista con un catalogo complessivo dei lavori che presenta testi critici di Germano Celant, Elena Geuna e Steven Nash.

Marta MELOTTI ha scelto personalmente e fornito la lista delle opere, circa settanta tra gessi, ottoni, acciai, ceramiche, terracotte e lavori su carta. Sempre lei ha voluto fotografare in prima persona nel suo studio milanese le opere che compongono il ricco catalogo. La Acquavella Galleries ha fatto il resto provvedendo agli imballaggi per il viaggio oltreoceano e i cospicui valori assicurativi. Da chiodo a chiodo, come si dice in gergo.

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