Amnesty International:impegno che non ha fine
Parole come povertà, insicurezza, privazione, esclusione, discriminazione, violenza, tortura, pena di morte, detenzioni arbitrarie, processi iniqui sono ancora attuali. Da 50 anni centinaia di migliaia di persone hanno ritrovato la libertà o hanno avuto la vita salvata grazie a un appello. Diverse norme internazionali, come il Protocollo opzionale dell'Onu sui bambini soldato o la Convenzione sulle sparizioni forzate, sono state sviluppate grazie al contributo di Amnesty International.
Prigionieri dimenticati, la pena di morte, fino alla campagna più attuale "Io pretendo dignità". Sono tante le azioni intraprese, e tanti i risultati ottenuti, in mezzo secolo di lavoro che ha aperto la strada all'istituzione della Corte penale internazionale.
Anni di intense campagne, insieme a prestigiosi alleati, hanno spinto l'Onu a impegnarsi per un Trattato che regoli il commercio di armi, per impedire che finiscano nelle mani di regimi che violano i diritti umani. Mentre paese dopo paese, il mondo decideva di porre fine alle esecuzioni capitali, Amnesty International è stata al centro della coalizione che ha convinto l'Onu ad approvare una moratoria globale sulla pena di morte.
Insieme alla campagne, anche tante le mobilitazioni, dal tour mondiale Human rights now! del 1988, con artisti come Peter Gabriel, Sting e Bruce Springsteen al Palamnesty allestito dalla Sezione Italiana nel 1998di fronte alla sede della Conferenza diplomatica dell'Onu sulla Corte penale internazionale.
I 50 anni di Amnesty International sono un fiore all'occhiello per tutta l'umanità. Un compleanno che va celebrato e onorato.