A Milano a Palazzo Mezzanotte sede della Borsa

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La presentazione a Milano

 

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Il sindaco di Rovereto Andrea Miorandi

 

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Festival_Economia 2011 - La presentazione ufficiale

(Milano, 20 aprile 2011 - Corona Perer) - L'Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica e poi prestigiose presenze comprese le adesioni dell'ultima ora: come quella di Franco Bassanini, giusto il giorno della presentazione. Ma anche allargamenti di programma dettati dall'emergenza come la presenza del Ministro Maroni per parlare di economia e due anteprime extra moenia a Napoli e Rovereto. 

Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa Italiana in via Cordusio a Milano, ha  ospitato la stampa italiana per la presentazione della sesta edizione del Festival dell'Economia che si svolgerà dal 2 al 5 giugno 2011 sul tema "I confini della libertà economica".

Il coordinatore scientifico il prof. Tito Boeri e i partner dell'iniziativa (Pat, Comune e Università di Trento, editori Laterza) hanno annunciato nomi di spicco tra cui il Nobel Amartya Sen - in apertura di festival -chiamati a discutere il tema "I confini della liberta' economica" ovvero le nuove forme di mercato in un momento storico in cui la crisi del debito ha imposto cospicue cure dimagranti ai governi per il contenimento della spesa. "E quindi anche un nuovo modo di concepire lo Stato" ha detto Boeri che da economista ha costruito e mantenuto il programma dei quattro giorni di Festival sul sottile limen che separa l'economia teorica e pratica dalla visione filosofica che ogni pratica economica porta con se'.

Fra i testimoni di eccellenza Vaclav Havel protagonista negli anni '80 di una storica transizione tra l'economia pubblica e di stato a quella libera e di natura privata. Ed ancora  Dani Rodrik, professore di Economia politica internazionale alla John F. Kennedy School of Government presso l'Università di Harvard, l'economista che più di tutti negli ultimi anni ha criticato l'attuale modello di globalizzazione. Sarà invece Zygmunt Bauman a chiudere il Festival dell'Economia di Trento. Professore emerito di Sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia, è uno dei più noti e influenti pensatori al mondo. Autore di numerosi saggi, a lui si deve la folgorante definizione della «modernità liquida», di cui è uno dei più acuti osservatori.

L'editore Giuseppe Laterza ha fornito qualche numero della sesta edizione e la ricetta del Festival. "Non bastano le celebrity bisogna sapere selezionare i relatori in base alla qualita' e al tema nonche' al rigore con il quale lo svolgono ma soprattutto in base alla loro capacita' di comunicarlo e renderlo comprensibile ad un pubblico vasto" ha detto Laterza che ha poi fornito i numeri della prossima edizione:40 incontri nel programma principale cui si aggiungono altri 36 incontri collaterali.

Solo 2 incontri in meno rispetto al 2010 e 2 in più' rispetto al 2009 ma in presenza di una contrazione del budget di 150 mila euro. In tutto 52 relatori, 30 italiani e 22 stranieri, con 28 economisti e 22 intellettuali. Infine un dato di genere: dei 52 relatori,14 sono donne, una quota del 25 per cento che annovera pero' nomi di prima grandezza: dalla Bonino alla Camusso (Cgil), dalla Tarantola (Banca d'Italia) a Nadia Urbinati politologa docente a Princenton.

"Sentiremo anche le ragioni della non-economia e dimostreremo che non siamo poi cosi' divisi in Italia, ma ci piace discutere e confrontarci" ha detto Innocenzo Cipolletta, presidente dell'Universita' di Trento tra i promotori del festival. Di un'altra Italia che ha voglia di allargare i confini della propria conoscenza ha parlato anche il vicepresidente della Provincia Alberto Pacher il quale ha detto che "...il populismo si abbevera alla fonte della paura,la quale a sua volta viene non conoscendo i confini e il Festival aiuta a capire e a stimolare, soprattutto i giovani che vi prendono parte. Molto più' che un evento, quindi, semmai una parte di un progetto collettivo che fa sistema".

Lucia Maestri,assessore alla cultura del comune di Trento ha espresso un auspicio: che si possa lavorare in futuro anche sulla liberta' dal bisogno. "Il confine e' una linea che separa, ma allo stesso tempo unisce ed è visibile solo se abbiamo la capacità di segnarlo" ha detto la Maestri "oggi assistiamo alla rivoluzione dei confini, all'instabilità delle frontiere, questo festival è di frontiera, ma non di confine, in quanto pone di fronte alle istanze contemporanee" ha concluso l'assessore. 

Un'immagine efficace ha contrassegnato l'intrevento del sindaco di Rovereto Andrea Miorandi. "Sono sicuro che lo scoiattolo si trovera' bene tra le ghiande della citta' della Quercia" ha detto riferendosi alla estensione territoriale del Festival che quest'anno tocca anche Rovereto con una serie di di focus dedicati alla green-economy, all'acqua e al nucleare e dove tra il 4 e 5 giugno si terra' la prima Notte Verde.

 

 

Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa Italiana in via Cordusio a Milano, ha  ospitato la stampa italiana per la presentazione della sesta edizione del Festival dell'Economia che si svolgerà dal 2 al 5 giugno 2011 sul tema "I confini della libertà economica".

Il coordinatore scientifico il prof. Tito Boeri e i partner dell'iniziativa (Pat, Comune e Università di Trento, editori Laterza) hanno annunciato nomi di spicco tra cui il Nobel Amartya Sen - in apertura di festival -chiamati a discutere il tema "I confini della liberta' economica" ovvero le nuove forme di mercato in un momento storico in cui la crisi del debito ha imposto cospicue cure dimagranti ai governi per il contenimento della spesa. "E quindi anche un nuovo modo di concepire lo Stato" ha detto Boeri che da economista ha costruito e mantenuto il programma dei quattro giorni di Festival sul sottile limen che separa l'economia teorica e pratica dalla visione filosofica che ogni pratica economica porta con se'.

Fra i testimoni di eccellenza Vaclav Havel protagonista negli anni '80 di una storica transizione tra l'economia pubblica e di stato a quella libera e di natura privata. Ed ancora  Dani Rodrik, professore di Economia politica internazionale alla John F. Kennedy School of Government presso l'Università di Harvard, l'economista che più di tutti negli ultimi anni ha criticato l'attuale modello di globalizzazione. Sarà invece Zygmunt Bauman a chiudere il Festival dell'Economia di Trento. Professore emerito di Sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia, è uno dei più noti e influenti pensatori al mondo. Autore di numerosi saggi, a lui si deve la folgorante definizione della «modernità liquida», di cui è uno dei più acuti osservatori.

L'editore Giuseppe Laterza ha fornito qualche numero della sesta edizione e la ricetta del Festival. "Non bastano le celebrity bisogna sapere selezionare i relatori in base alla qualita' e al tema nonche' al rigore con il quale lo svolgono ma soprattutto in base alla loro capacita' di comunicarlo e renderlo comprensibile ad un pubblico vasto" ha detto Laterza che ha poi fornito i numeri della prossima edizione:40 incontri nel programma principale cui si aggiungono altri 36 incontri collaterali.

Solo 2 incontri in meno rispetto al 2010 e 2 in più' rispetto al 2009 ma in presenza di una contrazione del budget di 150 mila euro. In tutto 52 relatori, 30 italiani e 22 stranieri, con 28 economisti e 22 intellettuali. Infine un dato di genere: dei 52 relatori,14 sono donne, una quota del 25 per cento che annovera pero' nomi di prima grandezza: dalla Bonino alla Camusso (Cgil), dalla Tarantola (Banca d'Italia) a Nadia Urbinati politologa docente a Princenton.

"Sentiremo anche le ragioni della non-economia e dimostreremo che non siamo poi cosi' divisi in Italia, ma ci piace discutere e confrontarci" ha detto Innocenzo Cipolletta, presidente dell'Universita' di Trento tra i promotori del festival. Di un'altra Italia che ha voglia di allargare i confini della propria conoscenza ha parlato anche il vicepresidente della Provincia Alberto Pacher il quale ha detto che "...il populismo si abbevera alla fonte della paura,la quale a sua volta viene non conoscendo i confini e il Festival aiuta a capire e a stimolare, soprattutto i giovani che vi prendono parte. Molto più' che un evento, quindi, semmai una parte di un progetto collettivo che fa sistema".

Lucia Maestri,assessore alla cultura del comune di Trento ha espresso un auspicio: che si possa lavorare in futuro anche sulla liberta' dal bisogno. "Il confine e' una linea che separa, ma allo stesso tempo unisce ed è visibile solo se abbiamo la capacità di segnarlo" ha detto la Maestri "oggi assistiamo alla rivoluzione dei confini, all'instabilità delle frontiere, questo festival è di frontiera, ma non di confine, in quanto pone di fronte alle istanze contemporanee" ha concluso l'assessore. 

Un'immagine efficace ha contrassegnato l'intrevento del sindaco di Rovereto Andrea Miorandi. "Sono sicuro che lo scoiattolo si trovera' bene tra le ghiande della citta' della Quercia" ha detto riferendosi alla estensione territoriale del Festival che quest'anno tocca anche Rovereto con una serie di di focus dedicati alla green-economy, all'acqua e al nucleare e dove tra il 4 e 5 giugno si terra' la prima Notte Verde.

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