Gianni Berengo Gardin: "La mia Rovereto"
di Corona Perer
Se avete perso la mostra di Feltre, un vero peccato. Era proprio bella la Parigi raccontata da Gianni Berengo Gardin. Fa invece discutere quella allestita nei giorni scorsi a Rovereto: una serie di pannelli per raccontare le genti e lo spirito della Vallagarina.
Esperti fotografi - come il fotoreporter Fulvio Fiorini - hanno eccepito sulla qualità dei pannelli (scadente), e sui soggetti (a suo dire banali).
Altri - come Lino Volani - hanno difeso l'operazione poi però formalemente distanziandosene con una fastidiosissima polemichetta cittadina con molti effetti collaterali causati proprio dalla sortia del Volani. C'è però da dire che egli vi aveva collaborato non solo posando (è uno degli scatti) ma anche supportando logisticamente l'operazione. "E' stata una scelta del maestro quella di raccontare la città attraverso i suoi commercianti" ci ha detto. Ma era stato esplicito sul fatto che i pannelli non fossero stampe di qualità.
Ed è lo stesso maestro a confermarlo nell'intervista che segue: la scelta di parlare della città dal versante dei commercianti era proprio sua.
Tra le altre reazioni quella di un altro fotoreporter, Piero Cavagna: sui costi. "Si poteva fare di meglio con molto meno". Altri hanno taciuto come Paolo Aldi.
Ma in città si è eccepito anche sul posizionamento dei pannelli, rilievo legittimo in nome di una battaglia a favore della tutela del paesaggio e delle vedute che SENTIRE ha sempre fatto propria, con diversi interventi su forma, bellezza e patrimonio pubblico. Non ultimo il disegno di legge fortemente appoggiato dal Fai che sancisce il paesaggio come bene collettivo. Chi ne decide le sorti o lo tutela ne deve rispondere a me e te, in quanto cittadino.
"Mi stupisco del silenzio su pannelli addossati a bellissime facciate" ha quindi sentenziato l'avvocato Sandro Canestrini aprendo di fatto la domanda sul chi-decide-cosa.
Vale a dire: chi-decide-cosa può gestire di ogni angolo di città?
La domanda - a nostro avviso - è di grande attualità. E tuttora aperta. Ricordiamo grandi battaglie di Italia Nostra al riguardo
Ma il rilievo più forte è stato sulla possibilità che gli scatti di un grande maestro come Berengo Gardin vengano invece scambiati per spot.
Preso il toro per le corna glielo abbiamo chiesto. E lui da persona cordiale qual è, ha risposto con magistrale pacatezza.
Gianni Berengo Gardin partiamo dalla qualità dei pannelli. Ma lei è contento?
Sì, perchè non dovrei esserlo?
Si obietta sulla qualità di stampa.
Sì, è vero che non è una stampa eccezionale, ma probabilmente avevano pochi soldi e hanno fatto come han potuto.
Ma lei ha potuto seguire il lavoro?
No. Eseguiti gli scatti ho consegnato il materiale, a chi me li aveva commissionati.
Quindi lei non ha visto nessuna prova di stampa?
No. Mi sono però fidato di Trentino Spa e Apt che hanno scelto in completa autonomia i soggetti che ritenevano più rappresentativi della Vallagarina.
Lei ritiene quegli scatti i migliori?
Devo dirle in tutta franchezza che ce n'erano in realtà molte di foto, alcune a mio avviso molto interessanti da un punto di vista tecnico. Ho consegnato almeno 40 soggetti e tengo a dire che è stata un'idea mia quella di entrare nei negozi e incontrare la gente.
Come mai?
Quando arrivo in un posto mi piace fotografare persone normali entrare in un negozio è incontrare la città.
Si è obiettato anche sul posizionamento oltre che sulla qualità di stampa..
Guardi, convengo che la qualità non è certamente delle migliori, ma non si può nemmeno dire che siano delle peggiori e in fondo come foto stradali vanno benissimo. Il problema è un altro...
Quale?
Che avevano pochi soldi e allora hanno fatto di necessità virtù.
Ma la scelta finale dei soggetti l'ha fatta lei?
No. Su quali foto stampare la scelta è stata fatta da Trentino Spa e Apt in totale autonomia. E con me consenziente.
La disturba che possa essere stato scambiato per uno spot?
Il pensiero può essere legittimo, ma mi creda, non corrisponde. La scelta del tipo di lavoro è proprio mia: ho deciso che una città e una valle si potevano raccontare attraverso i suoi commercianti.
Resta in piedi la domanda se dei pannelli contro le facciate storiche possano in qualche modo compromettere l'armonia di un centro storico.
Devo dire che avete una città molto bella e non mi pare che sia stata sminuita la sua bellezza.