Un libro che odora di nebbia e poesia

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Gianluigi Rocca, pittore, poeta, pastore

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Vivere sospesi tra prati e nuvole, latte e lana

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GIANLUIGI ROCCA, pittore poeta e pastore

di Corona Perer

Un libro che odora di nebbie, di malga, di fieno e di latte.
Un libro sospeso: tra nuvole e terra, cielo e fondovalle.
Un libro avvolto nei fiocchi improvvisi che sorprendono il gregge ancora in cammino per la transumanza.
Un libro poetico che narra la vita dei pastori con poche dense pennellate di parole.
A scriverlo un pittore, poeta, pastore.

Gianluigi Rocca lo ha presenta a Comano. "L'uomo di nuvole e Lana" racconta della difficile vita dei pastori, della loro semplice essenza fatta di natura, di passi ritmati dalle stagioni, di osservazioni taciturne nella pace di una malga con il belare delle pecore.
Il volume edito dal Museo della Malga che lo stesso Rocca ha contribuito a fondare, è però straordinario per i  testi e rivela un Rocca poeta sorprendente.

"L'uomo di nuvole e lana è una storia minuscola" si legge in prefazione.
"Una storia  di quelle che vivono all'ombra di sconosciute stagioni, un racconto che si snoda lungo un percorso doloroso  e sincero di semplici vite". Protagonisti dell'obiettivo fotografico di Gianluigi Rocca (anche quello sorprendente) sono due uomini, due pastori: Rizzieri, il pastore del posto, e Lorenzo il transumante. Il passato e il presente di una generazione di pastori e di una storia di pascoli che è millenaria. Il tutto su una montagna: il Ghirlo con i suoi pascoli. Siamo geograficamente sul monte Valandro, apice estremo a sud della catena del gruppo di Brenta.

Rizzieri viene ascoltato, immortalato e vissuto dall'autore che lo segue come un figlio persino nell'ultimo cammino, quello della morte con una foto che squarcia il libro tra passato e presente e che dà al volume un ritmo musicale, verrebbe da dire stagionale: il declino-autunno, la morte-inverno, la primavera-transumanza.

Un libro bello, da vedere e da ‘sentire'.
Perché è un libro che parla dell'essenziale.
Della pace. Della vita.
C'è anche la fatica, ma emerge soprattutto la pace. Che compensa la fatica di ogni uomo.
(29 agosto 2008)

 

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