Anna Maria Targher, in cammino
di Daniele Filosi
Folgaria - "Quanto più il mondo diventa spaventoso, tanto più l'arte diventa astratta".
Sono le parole del grande pittore russo Vassily Kandinsky il leit motiv della mostra di Annamaria Targher che si è tenuta a Folgaria dal titolo "Donna in Cammino".
Il tema per l'artista resta concentrato sull'umano, in tutte le sue sfaccettature: il doppio movimento, tra un espressionismo realistico (così vicino all'essere umano o alle sue metafore - proiezioni animali) e l'attrazione per la fuga astratta.
Le due sezioni della mostra hanno invitato a cercare nei meccanismi del transito, del percorso, forse perché quello che importa è l'eco del trambusto interiore: è stata recentemente Chaterine Millet che, rispetto all'irrazionalità dell'arte e alla difficoltà di comprenderne i meccanismi anche da parte dell'autore stesso, ha rivendicato la libertà dell'artista rispetto al valore di qualsiasi logica.
"Un'artista può con uno stesso gesto negare e imporre quell'oggetto che è l'opera d'arte.
E' un paradosso, ma bisogna accettarlo.
Dopotutto le arti visive non sono fatte per confortare la ragione. Venire a patti con questo paradosso aiuta moltissimo ad apprezzare l'arte della nostra epoca" dice la Targher autopresentandosi.