"I colori del Trentino" a Lavarone

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"Antartide" di Beatrice Carbonari

Beatrice Carbonari, tra istinto e luce

(agosto 2008) - "I colori del Trentino" è il titolo della prima personale di Beatrice Carbonari. Allestita nella biblioteca comunale di Lavarone in frazione Gionghi, raccoglie una produzione recente.
"Confesso di non aver avuto un rapporto facile con il disegno e la pittura, perché il carattere ostinato vorrebbe dipingere d'impulso" dice Beatrice che  vive l'arte come fatto istintuale. "So che esprimere in modo esplicito i propri sentimenti ed i propri sogni con i soli colori e pennelli, senza preparazione accademica, è cosa impossibile, se non per i veri artisti. Io so che non sono tra questi, ma questa consapevolezza mi aiuta".
Con l'umiltà di accettare critiche e consigli gli ultimi lavori sono maturati. La Carbonari, che vive e lavora sull'Altopiano di Folgaria  e Lavarone, si è fatta notare dalla critica. Maria Teresa Prestigiacomo l'ha recensita a Taormina segnalando il rapporto segno-sogno che contraddistingue la sua personalità artistica.
"Due fils rouges caratterizzano la produzione: uno è quello che abbraccia la pittura della memoria storica che sa di storie e villaggi dolomitici, e porta ad una produzione prustiana, alla ‘recherche du temps perdu' in cui le vecchie baite assumono una dimensione metaforica e vagheggiano gli antichi valori, quali l'amicizia e la solidarietà, tra la gente. L'altra  - scive sempre la Prestigiacomo - è l'artista che sperimenta una pittura di forza e  ricerca della luce con opere astratte in cui ci sono forme riconducibili a fuochi d'artificio o alla misteriosa fauna del Mediterraneo oppure ancora a microrganismi osservati al microscopio".
Beatrice, per gli amici Bea,  mostra a detta del critico una sua spiccata personalità e un cuore mediterraneo.

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