Commenti a latere di MANIFESTA 7

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Daniele Galliano, da tempo sulla rotta New York-Italia

Intervista a Daniele Galliano - di Corona Perer

(gennaio 2009) - "Che il sole che oggi rinasce riscaldi i nostri cuori e illumini il nostro cammino" è l'augurio di Daniele Galliano. A Trento ci è venuto qualche mese fa per Manifesta 7. Ma non ne è rimasto favorevolemente impressionato. Tutt'altro. Con sè ha portato l'immagine delle ripide scale alle Poste di Trento. "E' accessibilità all'arte, quella? Voglio sperare che i progetti culturali del 2009 si ricorderanno che l'arte deve essere accessibile a tutti". Sui contenuti preferisce passare oltre. 

Galliano, l'ultimo lavoro sembra un augurio per il nuovo anno: All Good Things. Ma si direbbe che è anche molto  ironico ...o sbaglio?
Tutto quello che ci succede è buono. Tutto quello che ci circonda è bello. Tutto è degno di essere osservato. Non fa peccato guardare cose brutte. Fa peccato non guardare.

Lei solca già piazze internazionali come New York. Quale secondo lei quella che si muove meglio nella promozione dei nuovi talenti?
Da noi i nuovi talenti vengono mandati allo sbaraglio e non vengono successivamente sostenuti adeguatamente dalle istituzioni.  Abbiamo un numero impressionante di collezionisti attenti, che non si lascia scappare nessun artista emergente, ma poi investe pesantemente su quegli artisti stranieri che possono contare, beati loro, su vere e proprie operazioni di marketing a sostegno del loro lavoro. E' emblematico come la perfida Albione produca ciclicamente il più grande pittore del mondo.

Martians a New York: come è andata? E Come le pare venga percepita l'arte italiana all'estero?
Durante la mostra a New York era ancora fresco il ricordo di un articolo apparso sul New York Timele in cui ci si chiedeva come mai si vedeva  così poca arte italiana nel mondo pur essendo di così alta qualità. La mostra è stata molto visitata. In quella che rimane la capitale del mondo dell'arte ci si prende molto sul serio e ci si muove in modo molto professionale cosa che da noi si verifica raramente. Per quanto mi riguarda anche quando vivevo in un paesino di duemila anime ed ero " il pazzo che dipinge" , non ho mai smesso di sentirmi al centro del mondo...... anzi al centro dell'universo.

Manifesta 7 l'ha portata a Trento tra gli eventi collaterali. Ne ha potuto prendere visione?
Sì, ma devo dire che è il risultato di una forma mentale ormai dominante in campo curatoriale che privilegia il progetto rispetto all' opera.

Conosceva il Trentino e il Mart?
Adoro le montagne e quindi il Tentino, al Mart nella Fondazione Vaf ci sono alcune mie opere, è una realtà museale spettacolare. Ho avuto il piacere di vedere le opere di Matthias Weischer che ritengo uno dei più grandi pittori contemporanei.

Su quale segmento sta lavorando ora?
Sulla bellezza ora e sempre.
(Corona Perer)

 


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> Urbi et Orbi a Legnano
> All good things a Trento

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