GIORNATA DELLA MEMORIA 2011 - Dal suo nascondiglio Anne Frank per due anni ha osservato un castagno, una delle poche cose che riusciva a scorgere dalla prigionia forzata. Anne non c'è più da tanto tempo, e da qualche mese neanche l'albero. E tramite un sito tutti possono posare una foglia. Per non dimenticare.

immagine

Il ritratto di una piccola grande donna

immagine

La sua casa, nelle finestre si intravvede il maestoso castagno

immagine

Anna Frank in una foglia

di Corona Perer

(settembre 2010) - Ora non c'è più neanche lui, ma è come se esistesse ancora. Il 23 agosto 2010, verso le 13.30, il castagno di cui Anne Frank scrisse nel diario è crollato insieme all’armatura d’acciaio che lo sosteneva. Quell'albero aveva sostenuto la ragazzina nei tanti mesi di clandestinità passati nella soffitta che avrebbe dovuto salvarli e dalla quale uscirà vivo soltanto il padre.

L'8 settembre il proprietario dell'albero (la pianta aveva oltre 170 anni di età si trovava nel giardino interno di un edificio sito sul Keizersgracht al numero 188 ed era uno degli ippocastani più vecchi di Amsterdam) 
ha deciso di donare i resti dell'ippocastano ai musei ebraici di Berlino, New York, Tel Aviv ed Amsterdam. La Casa di Anne Frank conserva una sezione del tronco che, in futuro, sarà esposta nel Museo.

Dal suo nascondiglio, "L'alloggio segreto" come lo chiamava lei, Anne Frank, la ragazza ebrea resa celebre in tutto il mondo per il suo Diario, poteva scorgere ben poche cose. Guardare da una finestra il mondo esterno poteva significare la morte, ma dalla soffitta l'adolescente Anne per due anni spiò la crescita e i cambiamenti di un albero, un castagno per la precisione, piantato accanto all'alloggio sulla Prinsengracht. Nel Diario Anne parla del cielo, della natura, dell'albero che cambia con le stagioni, di tutte quelle piccole grandi cose che rappresentavano il mondo esterno a lei negato e quindi la libertà.

Quell'albero esiste ancora oggi ed è possibile ammirarlo dalla Casa museo di Anne Frank ad Amsterdam, proprio l'Alloggio segreto che un tempo accolse Anne, la sua famiglia ed altri quattro ebrei che tentarono, purtroppo inutilmente, di sfuggire alla deportazione. 

Sul sito http://www.annefrank.org/ si trovano notizie su Anne, sul museo, brani tratti dal celebre Diario, atti dell'inchiesta in merito ai colpevoli, mai identificati, ai traditori che segnalarono ai nazisti la presenza dei Frank e li condannarono a morte (Anne morirà con la sorella Margot a Bergen Belsen a soli 15 anni).

Sul sito è l'albero vive ancora: c'è la possibilità di accedere ad un "monumento virtuale", un albero riprodotto in rete con le caratteristiche di quello reale, ormai vecchio di 150 anni, dov'è possibile posare una propria foglia.

Un procedimento semplicissimo, basta registrarsi e seguire le indicazioni. L'idea ha permesso di creare una comunità di persone di tutto il mondo che hanno voluto firmare "l'albero di Anne", per far capire che il messaggio contenuto nel Diario è sempre vivo nel cuore di molti.

La prima a posare una foglia sull'albero virtuale è stata l'attrice inglese Emma Thompson nel 2006 e da allora persone di ogni età di tutto il mondo hanno continuato a rendere sempre più folto il castagno (per ritrovare la propria foglia basta cliccare in una sezione in alto e inserire la propria mail) simbolo di pace, libertà, amicizia e dei valori che Anne ha espresso nel Diario.

L'anziano albero (un ippocastano o castagno d'india) stava male dal 2005. La Fondazione Anne Frank, col permesso del proprietario, ha fatto raccogliere i semi, ossia le castagne, di modo che potessero crescere nuove piante di ippocastano da poter offrire anche alle scuole che portano il nome di Anne Frank. Nel frattempo gli alberelli nati dai semi dell'ippocastano sono stati donati alle scuole Anne Frank ed a varie organizzazioni in tutto il mondo. Nel 2009 il parco Amsterdamse Bos ha ricevuto in regalo ben 150 di questi alberelli.

GIORNATA DELLA MEMORIA 2011
- L'enciclopedia dell'Olocausto
- Se il mondo è afflitto da cecità  
- Una sirena e poi il film "Il Concerto"
Hanna Harendt e la banalità del male  
- L'arte e la musica per ricordare gli innocenti di Terezin
- Aushwitz, i giovani, la Memoria 
- La triste memoria di un Kapò: Tišma racconta
- Yad Washem, pellegrinaggio dall'Orrore
- Il Simonino allo Yad Washem di Gerusalemme
- Un Film per ricordare: "Il bambino con il pigiama a righe" 
- Tren de Vie: la follia ci salverà
- Viktor Emil Frankl: come sopravvissi all'orrore
- Anna Frank era in una foglia
- Chi nega, chi disquisisce, chi omette di vedere
- Le altre Shoah: l'eccidio degli Armeni
- Le altre Shoah: le Foibe dove morirono gli italiani

Visita gli archivi di Persone e Idee

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata