La montagna di Vittorio Sella
(maggio 2011) - Vittorio Sella, pioniere della fotografia di montagna. Una retrospettiva è stata ospitata di recente da galleria d'arte IL CASTELLO di Trento in occasione del Film Festival sulla Montagna.
Il corpus fotografico di Vittorio Sella consiste in una collezione di lastre e pellicole di circa 7000 unità e più di 10.000 stampe originali. E' interamente conservato in Fondazione Sella che lo valorizza attraverso mostre e pubblicazioni.
Vittorio Sella (Biella, 1859 - 1943) inizia la sua attività fotografica a meno di vent'anni, procedendo prima a una sistematica rilevazione dell'arco alpino e dell'Etna poi a una serie di campagne fotografiche extraeuropee. Valente alpinista, realizza molte prime invernali, tra le quali Cervino, Monte Bianco, Punta Dufour e Lyskamm sul Monte Rosa, e partecipa a diverse spedizioni extraeuropee, in Caucaso (1889,1890,1896), in Sikkim (1898) intorno al massiccio del Kangchenjunga, in Alaska (1897), al Ruwenzori (1906) e in Karakorum (1909).
Egli si dedica personalmente all'elaborazione del materiale acquisito e alla stampa dei negativi, riservando particolare attenzione negli ultimi decenni su reinterpretazione e ristampa per ottenere effetti di sempre maggior impatto estetico.
Presenta le sue immagini in esposizioni nazionali e internazionali, riceve premi e riconoscimenti, le sue fotografie fanno il giro del mondo. In esse è sempre evidente un notevole livello qualitativo, una sapiente sintesi estetica, alta perizia tecnica, equilibrato senso della prospettiva e delle linee dominanti, costruzione dell'inquadratura per articolati "scenari", contrasti di chiari e scuri, finissime gradazioni di toni e sfumature. Molto apprezzate sin dall'inizio per la loro qualità estetica e tecnica, utilizzate per la preparazione di itinerari e percorsi, per la compilazione di carte geografiche, per illustrare libri e riviste, queste immagini costituiscono ancor oggi essenziale punto di riferimento per fotografi di paesaggio, alpinisti, viaggiatori e geografi, oltreché per un via via crescente collezionismo.