Revisioni del Sacro

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"Noè is not here" - Matteo Basilè (courtesy by Mart)

Matteo Basilé, e il gioco dei contrasti

Giovane e geniale. lui.
Ambigua e anziana, lei. E' donna eppure è raffigurata come una papessa.
E' una papessa, ma è incinta.
E' in una cattedrale ma accanto a lei ci sono animali che potremmo immaginare al pascolo nella savana.
Sono in una savana, ma siamo dentro uno spazio sacro.
Basilè procede così: per contrasto. Sono le apparenti contraddizioni a renderlo geniale. E questo lo rende evocativo come in quest'opera  intitolata "Noè is not Here" (2007).
Quando la Project Room del Mart ospitò Matteo Basilè fu evidente che questo artista equivaleva a una valanga di idee. A Rovereto portò un vero e proprio viaggio figurativo tra simboli antichi e icone odierne. L'oggetto del suo lavoro è la Bellezza che rimane tale anche quando viene declinata nella sua massima Bruttezza (come nel caso di "The Dream"). C'è un che di onirico e molti richiami al surrealismo nelle opere di questo giovane artista della fotografia nato a Roma nel 1974, dove vive e lavora.
Corpi segnati dal tempo e dagli eventi, corpi modificati nelle contraddizioni di un presente problematico: Basilè racconta qualcosa che sembra andato, irrimediabilmente perduto e richiama alla sacralità della vita.
"Re-visioni del sacro" ha scritto il critico Gianluca Marziani.
Alle grandi (e magnetiche) immagini, Basilè affianca da qualche tempo la scultura. La sua  prima opera fu proprio ospitata al Mart per "Apparitions" curata da Giorgio Verzotti. E ancora una volta il campo di ricerca era lo stesso: la linea, sempre più sottile, che separa ciò che è folle da ciò che è santo. L'uomo dalla donna, la bellezza dalla mostruosità.
Un lavoro che richiama il mistero della vita e dell'universo, temi che  furono cari al simbolismo. Le opere di Basilè e i suoi video, persino il suo stesso rivoluzionario sito http://www.matteobasilè.com/ chiedono una sosta meditata, nella quale concedersi il tempo di pensare e concedersi all'attesa, il clima che il fotografo evoca nelle sue creazioni. E' l'attesa di un ritorno mitico: quello dei santi.
Felliniano, rinascimentale. Semplicemente geniale.

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