Disagio sociale, vitalità, ironia: quando la fotografia diventa racconto di vita.

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Svetla e Goro, 1995
( Garo Levon Keshishian - © Galleria Transarte, Rovereto)

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"Zingari", 1977-2000
( Garo Levon Keshishian - © Galleria Transarte, Rovereto)

Garo Keshishian, obiettivo umano

di Corona Perer

"Garo Levon Keshishian usa la macchina fotografica come Lucio Fontana usava taglierini e punteruoli per sfondare la tela.  La loro arte risulta essere l'estremo tentativo di andare a vedere se, attraverso il limite che divide la terza dalla quarta dimensione, al di là della tela o dell'immagine fotografica, esista lo zero assoluto, il nulla o l'origine del tutto".

Sergio Poggianella, antropologo e critico d'arte, nonchè gallerista. Con l'obiettivo di questo grande fotografo inaugurò gli spazi di Transarte a Rovereto, quale omaggio alla Bulgaria e alla sua cultura, ma anche omaggio al Trentino-Alto Adige che ospita una comunità proveniente dall'area balcanica tra quelle numericamente più importanti d'Italia.

Per gentile concessione dei titolari della Galleria, Sergio Poggianella e Micaela Sposito - ai quali va il nostro ringraziamento - SENTIRE pubblica in questo sito alcune foto del celebre fotografo bulgaro di cui Transarte ha l'esclusiva per l'Italia.

Nato nel 1946 a Varna, sul Mar Nero, Keshishian si dedica alla fotografia dal 1976. Garo Levon Keshishian è un fotografo impegnato, uno dei maggiori fotografi dell'Est europeo. Numerosi i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti nei Paesi dell'Unione Europea e pure negli Stati Uniti ed in Giappone.

Le sue fotografie dimorano all'Elysée di Losanna, accanto agli scatti di Victor Marustchenko, Sebastiao Salgado, Mar Trivier, Gottfried Helnwein. Da trent'anni ruba scatti e racconta per immagini il disagio sociale della gente che abita la sua terra nel difficile passaggio della Bulgaria dalla influenza sovietica alla democrazia di stampo occidentale: Zingari, Militari ai lavori forzati, Lavoratori dell'industria siderurgica, e pure chi, giusto per una fototessera, è casualmente approdato nel suo studio di Varna: i personaggi della serie Ritratti.

Il disagio sociale, ma anche la vitalità, l'ironia. Questo racconta Garo Keshishian, affidato agli obiettivi della sua inseparabile Leica, per far affiorare le radici più nascoste della civiltà umana. Stupenda la collezione  dedicata a 42 ritratti degli Armeni. Lo stesso Keshishian è uno dei numerosi Armeni che risiedono a Varna. Un popolo perseguitato al pari di quello ebraico ed il cui tragico epilogo è ricordato con la deportazione
e il genocidio del 1915. Queste, forse più di tutte le altre sono fotografie di grande impatto: ritratti forti, freddi e puliti; volti di uomini e donne, di vecchi e bambini, che costringono a puntare lo sguardo sui loro occhi.

> Una canzone per guardare le foto di GARO

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