Il fotografo del jazz

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Pino Ninfa

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Pino Ninfa, un racconto chiamato jazz

IN JAZZ, la mostra del noto fotografo Pino Ninfa prende il nome dal libro fotografico pubblicato da Casadei Libri con titolo omonimo.

Il lavoro
è composto da una cartella contenitore (dal formato 35×50 cm) che contiene 20 singole fotografie separate le une dalle altre da fogli di carta velina. Ogni foto "viaggia in maniera autonoma" e può essere conservata insieme a tutte le altre o estrapolata dalla cartelletta contenitore.

Oggetto degli scatti di Ninfa sono ombre che si allungano sugli spartiti o sui palcoscenici, luci e microfoni, segni, spartiti, mani che muovono energie sospese e poi i musicisti con i loro sguardi, i propri strumenti, le proprie ricerche.

Pino Ninfa, sviluppa progetti sul territorio nazionale e internazionale legati allo spettacolo e al reportage: l'interesse per la musica e per il sociale hanno fondato il senso complessivo del suo lavoro fotografico. Cura inoltre seminari sulla pedagogia e l'insegnamento della fotografia.

Con il comune di Monaco di Baviera ha documentato il progetto "Wohn Forum" (1991-1994) che si occupa del recupero di persone in difficoltà, concedendo loro nuovi spazi abitativi e possibilità di reinserimento nel mondo del lavoro.

Nel 1995 ha vinto il primo premio del concorso "Le stagioni del Ritratto" organizzato dalla Kodak. Dal 1996 a oggi per il Polo Insieme Groane della Provincia di Milano, realizza un calendario su musica e spettacolo all'interno delle ville dell'hinterland milanese.

Nel 1998 la rivista ufficiale delle fotocamere "Leica" ha scelto i suoi lavori su musica e società. Nello stesso anno inizia la collaborazione con la struttura ospedaliera di Tradates sul progetto "Fotografia e Psichiatria" rivolto ai pazienti con disturbi mentali.

Nel 1999 coopera con il Consolato Argentino e con l'editore Marcos & Marcos pubblicando il volume "Nerotango". Nel 2000 in collaborazione con Emergency realizza un reportage fotografico in Cambogia, documentando le attività del Centro chirurgico dell'ospedale di Battambang e la realtà dei campi minati del Nord del paese.

È tuttora fotografo ufficiale di vari festivals jazz in Italia , collaborando negli anni con tutti i maggiori festival. E' stato inoltre scelto da "Canon Italia" come fotografo per la musica jazz in Italia con una mostra nello spazio Arengario a Milano. 

Ha al suo attivo diverse copertine di dischi e di riviste musicali; ha esposto in molte città italiane ma anche estere.





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