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Come spiegarci gli ultimi tragici eventi del pianeta?

Molti paragonano il periodo che stiamo vivendo alla svolta storica del crollo del Muro di Berlino, parlando di "1989 del Medio Oriente" con le sue rivolte (quasi tutte) pacifiche e il rovesciamento di molti regimi dittatoriali.
Gli esperti, che come al solito non avevano previsto nulla (anche noi, per quel poco che possiamo ritenerci "esperti" dell'Oriente, siamo tra quelli), oggi si scervellano per spiegare il senso dei cambiamenti in atto.
Possiamo suggerire almeno che siamo di fronte a eventi che coinvolgono direttamente i popoli, a differenza della retorica antioccidentale nelle strategie terroristiche islamiche che hanno caratterizzato il primo decennio degli anni Duemila. E di fronte a popoli che cercano la propria strada nella storia, noi possiamo solo renderci disponibili al dialogo, alla ricerca di conoscenza e comprensione di realtà che spesso giudichiamo solo attraverso gli stereotipi.
Sappiamo anche che si tratta dei territori da cui si è diffuso nel mondo il Vangelo di Cristo, che conservano memorie tra le più antiche e preziose della Chiesa primitiva, che testimoniano la fedeltà al battesimo cristiano nella sua espressione orientale, attraverso prove e persecuzioni millenarie.
E sappiamo anche che il più grande cambiamento in quelle terre è stato il passaggio del Mar Rosso, la Pasqua del popolo eletto, profezia del passaggio dalla morte alla vita nella Pasqua di Cristo: è questo l'avvenimento che dà significato alla storia di tutti i popoli, e di tutti gli uomini.

La redazione di Oriente Cristiano

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