Aurora Endrici, la Signora del vigneto
di Corona Perer
(Isera, 27 settembre 2008) - E' la presentatrice e l'anima del Premio "La Vigna Eccellente".
Aurora Endrici - Sommelier e Donna del Vino, si occupa da anni di comunicazione, formazione ed organizzazione eventi nel settore del vino in tutta Italia.
Durante i sopralluoghi discute con gli esperti e a tavola sa dirti se un Marzemino va anticato o meno sostenendo col suo invidiabile sorriso vivaci discussioni tecniche da vera esperta. Vive in Friuli, ma viene da una famiglia dal cognome importante per il Trentino del Concilio.
Alla promozione del bere-sano-bere-buono e di qualità ha dedicato da vera professionista non poche delle sue energie. "Ricordo quando l'amministrazione comunale di Isera mi chiamò anni fa, proponendomi di accompagnare, io Donna del Vino e sommelier, la giornata di premiazione al migliore vigneto di Marzemino. Abituata ai riflettori accessi dalla stampa su vini, personaggi e cantine, consapevole di avere io stessa nel mio lavoro di comunicazione enfatizzato prevalentemente la creatività dell'enologo e quasi mai la silenziosa abilità del contadino, accolsi la proposta con entusiasmo".
In otto anni di manifestazione Aurora ha accompagnato i lavori della giuria nelle vigne ed ha salutato sul palco dei premiandi diverse decine di emozionati viticoltori, uomini e donne della terra lagarina.
Come avete fatto crescere questa realtà?
Pubblico e stampa hanno accolto in sordina l'unicità dell'evento: non siamo abituati di fatto a pensare che la terra, da sola, possa essere oggetto di lode. Eppure, chiunque di noi abbia avuto un vignaiolo tra i suoi famigliari, lo sa.
Anche tu conosci questa realtà da vicino vero?
Certo io ho avuto mio padre, perciò conosco il paziente allenamento psicologico che l'apparente ciclicità delle stagioni della vite impone all'uomo che la gestisce, di fatto in balìa continua degli accadimenti e della casualità atmosferica. Coltivare una vigna temprata e sana significa perseguire l'obiettivo di regalare un frutto degno di un vino da concedere a sé stessi; l'altro, il vino da non-uva, è un impalcatura con i segni del botulino.
Una missione?
Sì, una missione. Che impegna l'intelligenza del vignaiolo e lo chiama a migliorare continuativamente la sua tecnica di potatura, ad abbracciare scelte di consapevole tutela dell'ecosistema, limitando, ove possibile, l'abuso di trattamenti, rinunciando spesso alla tentazione di un raccolto abbondante a favore di un raccolto migliore.
Cosa rappresenta per te il vignaiolo?
E' il cordone ombelicale che ci lega alla terra. Il suo ruolo è materno, verso la vite (e non a caso in gergo tecnico di parla di "allevamento" per intendere la potatura) e indirettamente verso noi consumatori, inconsapevoli fruitori delle sue scelte.
Manifestazioni come questa aiutano la qualità o il marketing?
La qualità direi. Questo premio, che curiosamente a distanza di anni rimane ancora unico nel panorama viticolo italiano, è un'eccellente chiave di lettura della potenzialità del vino trentino, ancora offuscato nell'immaginario collettivo da un alone di prodotto di massa.
Quali risultati ha prodotto negli anni?
"La Vigna Eccellente" ha fornito a mio parere interessanti spunti che potranno affossare in futuro questa sommaria lettura del Trentino viticolo: quale altro comune italiano (anche tra i più blasonati toscani e piemontesi) è stato così caparbio nel valorizzare il lavoro dei meno "visibili" tra i suoi concittadini per quasi un decennio? Perché incaponirsi in un premio impegnativo per i viticoltori e per gli stessi giurati e amministratori comunali coinvolti in tanti sopralluoghi durante l'anno? Tutto questo avviene in Vallagarina nel Trentino meridionale, con il difficile ed amato Marzemino.
Tu, come te lo spieghi?
La risposta è nel segno di una consanguineità assodata tra questo vitigno a la sua gente, una traccia profonda che descrive così bene il carattere di una silenziosa e tenace passione contadina.
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