Albere: investimento o interventismo?
Riceviamo e pubblichiamo:
"L'inedita violenza con cui si stanno confrontando da un lato il Presidente Dellai e dall'altra un sempre più articolato fronte sindacale, è rivelatrice di una questione assai complessa, che sarebbe sbagliato ridurre alla sola opportunità per la PAT di investire nell'area ex-Michelin. Se le cose stessero come le descrive il Presidente della Giunta, infatti, l'acquisto di nuovi spazi per spostare gli uffici provinciali sarebbe davvero una scelta intelligente e oculata: il rinnovo del patrimonio immobiliare pubblico e il risparmio di canoni e affitti pagati dall'Amministrazione farebbe rientrare dell'investimento nel giro di pochi anni. E anche l'effetto (sebbene esplicitamente non ricercato e considerato secondario) di calmierare il mercato trentino, attraverso la vendita di 12 immobili (circa 27 mila mq, per lo più in centro) sarebbe positivo. C'è tuttavia, in questo quadro, il permanere di una fitta nebbia che rende legittime una serie di perplessità.
A monte di tutto è necessario che la Giunta spieghi, come si è potuto spendere una simile cifra in locazioni per tutti questi anni(quasi 6 milioni solo sulla città di Trento, oltre 9 milioni sull'intera Provincia): a chi li paga? A quali condizioni? Quale effetto produce sul mercato degli affitti?
In secondo luogo, sembra abbastanza probabile che il ricavo stimato dalla PAT (circa 54 milioni) per la vendita dei suoi vecchi immobili, possa rivelarsi esagerato. Chi li comprerà? Quando? Con quali soldi? E' evidente, inoltre, che quegli edifici dovranno essere ristrutturati: chi eseguirà i lavori? E chi li pagherà? Quando saranno effettivamente disponibili quei locali? Siamo certi che tutto questo porterà ad una positiva diminuzione dei prezzi sul mercato Trentino (sul quale non manca certo l'offerta)?
Non v'è dubbio, d'altro canto, che in questa operazione il vero affare lo farebbero i costruttori, che riuscirebbero così a piazzare in un colpo solo una bella parte (25 mila mq) di un prodotto che non si è rivelato particolarmente appetibile per il mercato dei privati (la Castello Sgr, che gestisce il fondo immobiliare Clesio, ha venduto ad oggi solo il 15% dei volumi). Proprio per questo c'è da domandarsi se i quasi 68 milioni previsti dalla Giunta per l'acquisto non possano essere eccessivi: date le circostanze, la PAT dovrebbe puntare a rilevare gli immobili a un prezzo che copra il puro costo di costruzione.
Questi e altri interrogativi, che aleggiano sull'operazione preparata dal Presidente Dellai e dall'Assessore Pacher, alimentano dubbi che, tuttavia, germogliano nella consapevolezza di quanto le scelte edilizie e il settore delle costruzioni siano indiscutibilmente perno dell'economia e della politica, in Trentino come nel resto del Paese. E' per questo, probabilmente, che la polemica di questi giorni ha rapidamente assunto toni da campagna elettorale e chiamato in causa anche altri grandi progetti come Metroland, l'ex Italcementi, il Muse, la Valdastico e l'inceneritore.
Non si tratta, insomma di una questione semplicemente logistica, come vorrebbe lasciar pensare il Presidente della Giunta, ma di una imponente manovra su una scacchiera sulla quale si incontrano e confliggono interessi, capitali, posti di lavoro, prezzi, finanziamenti e - evidentemente - consenso politico. L'importanza strategica della partita non può sfuggire a nessuno che abbia presente l'identità dei giocatori: oltre alle maggiori società di costruzioni, basti citare gli istituti di credito, le società partecipate, le cooperative, le grandi proprietà, le finanziarie, i partiti, i sindacati. E a nessuno può sfuggire il rischio che questa partita degeneri in un incontro di auto-mutuo-aiuto. Nulla di male ad aiutarsi: a condizione però che i costi non si scarichino sulle tasche e sulla qualità della vita dei cittadini.
Sinistra Ecologia e Libertà del Trentino ritiene che non si possa continuare a parlare di milioni come se fossero numeri astratti: invece è necessario ricordarsi che si tratta di milioni di Euro, gli stessi Euro che vengono "risparmiati" grazie ai tagli di personale e di risorse (alla scuola, all'assistenza, alla cultura, alle associazioni, all'edilizia abitativa) e che vengono incassati attraverso le imposte, le tasse e le tariffe: ricordarsi che anche il ticket per le prestazioni sanitarie contribuisce a definire i numeri della finanza provinciale, può aiutare a valutare coscientemente l'opportunità degli investimenti.
26 ottobre 2011 - Sinistra Ecologia e Libertà del Trentino