Isabella Bossi Fedrigotti: "Io, Isabella, le altre"
di Corona Perer
(31 Luglio 2009) - Forse non tutti sanno che appena laureata traduceva le etichette Simmenthal in tedesco. Un curioso dettaglio che la fa sempre sorridere e ricordare gli anni giovanili e i primi passi verso una scrittura che negli anni si è fatta sempre più tersa e limpida.
Andare ad ascoltarla significa meditare sul nostro tempo da un angolo visuale, quello della giornalista di un grande quotidiano nazionale come il Corrierone, che diventa prospettiva privilegiata."Scrivo di loro perché sono quelle che conosco meglio, gli uomini sono per me un mistero. Le donne sono più libere si occupano di tutto e intervengono molto spesso nel forum che conduco al Corriere".
Isabella Bossi Fedrigotti conduce un forum per il Corriere e dunque 'sente' il paese, gli umori, la realtà di un'Italia stretta tra mille contraddizioni. Il suo è una sorta di osservatorio nazionale che spazia sempre su molti temi: le donne, l'amore negato, i figli e in particolare quelli mancati, assenti, strappati. Di questo ci narra anche su SENTIRE nella sua stanza popolata da Pensieri & Parole dove ci regala riflessioni dulca-amare in punta di penna.
Ma l'anno scorso in un incontro a Comano svelò di essere entrata in crisi con la sua scrittura in un certo periodo che evidentemente precedeva una metamorfosi. "Non mi piaceva più, la trovavo rindondante, troppo dolciastra e femminile, zuccherosa. Ci ho messo tanto temo a ripulirla, a tenerla sotto l'acqua per far emergere la storia" aveva confidato.
Sono tre donne pure le protagoniste del suo ultimo libro: Teresa, Maria, Sofia. E così sono tre anche le scritture presenti in questo libro. La prima è donna di poche parole, la scrittura è dunque dura e asciutta per dire una donna che compie gesti basilari e la cui statura si rivela solo alla fine del libro.
Maria, la seconda è l'intellettuale, la narratrice. La sua forza le permetterà di camminar dritta nella vita, la cultura e la storia sono il suo bastone. Sofia che poteva avere tutto dalla vita è una donna sola. "Silenzio Solitudine e Solidarietà si potrebbe dire sono le tre parole chiave del romanzo" ha spiegato la scrittrice.
"Sono tre donne sole, femministe involontarie senza fare proclami, ma donne vere e spontanee".
Gli incontri con la Bossi Fedrigotti si allargano sempre alla letterattura contemporanea.
Cosa legge Isabella? "Leggo i giovani, anche loro hanno molto da insegnare, mi insegnano il loro linguaggio che è poi quello dei miei figli". Quanto all'atto dello scrivere, esso non è mai determinato o condizionato. "Non posso scrivere a tema o comando, lo faccio quando l'idea che covo nel cuore prende forma. Allora comincia un periodo tanto felice quanto tormentato. Scrivere inoltre richiede disciplina, lavoro costante, pace. E quando finisce inizia il tormento del prossimo". Cosa sarà e come sarà non lo dice: ma ha già in testa il prossimo romanzo.
"E' un romanzo a molte voci e parlerà di una famiglia italiana del nord, attraversata dal problema dell'emigrazione che sconvolge in qualche modo le sue regole e tradizioni. Lo comincio ad ottobre" aveva annunciato Isabella Bossi Fedrigotti quindi forse è già al lavoro. "Per me scrivere è come scavare una galleria con il cucchiaio, non mi consola il fatto di essere già arrivata in passato dall'altro lato" aggiunge per raccontare dell'ansia del finale. Per questo ultimo libro addirittura ne aveva fatti almeno sei o sette. Ma se ogni libro ha il finale che si merita - pur avendone una infinita gamma - non sono invece infinite le possibilità di uno scrittore. Citando Eco, Isabella Bossi Fedrigotti ricorda che come lettori si può legger tutto. "Come scrittore posso invece fare solo... ciò che posso".
Interessante quello che la scrittrice ha ricordato del suo background. Lei, donna che parla due lingue e pensa in tedesco, dice: "La mia costruzione è tedesca ma la scuola italiana è stata fondamentale. Io ho studiato a Rovereto con delle maestre eccezionali, ho vissuto di rendita per molti molti anni".
Leggi
> gli interventi di Isabella Bossi Fedrigotti su SENTIRE
> l'ultimo libro: "Il primo figlio"