OPINIONI - Riparliamo dell'11 settembre per riflettere sulle memorie facili: perchè siamo in grado di rimuovere anche ciò che dovrebbe essere indelebile? Storia di un errata-corrige

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Tragica constatazione: ricordare è diventata routine

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11 settembre...e memoria corta

di Elena Tapparelli 

11 ottobre 2010 - Ripensavo giorni fa ad un articolo scritto e pubblicato nel quale - del tutto  involontariamente - avevo inserito una data errata, da me poi prontamente corretta. Tuttavia della svista e dell'ignoranza storica del mio cervello mi trovai a riflettere seriamente perchè quella data non era una data qualsiasi. Avevo datato al 2003 il drammatico crollo delle Torri Gemelle a New York. Me ne ero subito rammricata con il direttore del giornale e avevo predisposto la rettifica.
Ciò nonostante mi restava inaccettabile quella svista che era segno di  una mia mancanza di sensibilità e rispetto, nei confronti di coloro che da sette anni piangono la perdita dei propri cari, e, più in generale, per un Paese, che da allora teme per la propria sicurezza, vacillata in forma tanto spettacolare davanti agli occhi e attraverso gli schermi delle tv di tutto il mondo.
Non è un lapsus, a spiegare una superficiale riflessione: nell'attuale società dalle molteplici definizioni, le immagini, l'informazione e l'identità assumono valori disparati. Ciò che da immemore tempo stenta a modificarsi è la trasposizione, nella pratica, del valore delle vite umane, la dignità ed i diritti che la maggior parte delle nazioni hanno approvato e definito come "universali".
L'importanza della commemorazione e della memoria degli eventi è superata persino dal programma-delle-celebrazioni-degli-eventi. Credo fortemente nel dovere di risalire esattamente ai nomi ed ai volti di ognuna delle vittime ed i carnefici, al di là della 'fame' di complotti e strumentalizzazioni per ogni 11 settembre, passato o futuro, segnato dall'ingiustizia - sofferta quotidianamente - di quei Paesi lontani dalla luce dei canali informativi o della grande distribuzione mediatica. 
Perciò mi appare anche del tutto insufficiente che questa memoria duri per lo più un giorno, cioè le 24 ore di ogni 11 settembre. E oggi che è l'11 ottobre desidero ritornare con la memoria (vigile) a quel 2001, alle commemorazioni che si fecero in quell'anno ad un mese dalla strage (era proprio l'11 ottobre).
Poi bastarono le commemorazioni annuali e in 8 anni capitò anche di confondere un anno con l'altro.
Poco importa accorgersene in tempo, l'importante è non dimenticare. 
E richiamare la memoria ad essere vigile.

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