Il "Lato B" della guerra: le bambine soldato
di Guglielmo Vasto
(Londra, 3 novembre 2008) - "Forgotten Casualties of War: Girls in Armed Conflict". E' il titolo di un rapporto agghiacciante arrivato anche all'Onu. In esso sono descritte le conseguenze dimenticate della guerra: le bambine soldato.
Finora abbiamo sentito parlare di bambini in guerra, armati, drogati, incitati all'odio, utilizzati per operazioni kamikaze. Ma ci sono anche loro: le bambine soldato, odioso lato B di una piaga di per sè già odiosa.
La International Save the Children Alliance organizzazione che ha sede a Londra e fornisce aiuti umanitari ai bambini vittime di guerra, ha stimato in circa 300.000 il numero dei bambini coinvolti nei conflitti sparsi nel mondo. Il rapporto calcola che, di questi, fino al 40% sono femmine.
Le bambine vengono coinvolte, oltre che nel combattimento attivo, nei lavori di pulizia e di assistenza medica, ma vengono usate anche sessualmente dai capi dei gruppi belligeranti. Il rapporto sostiene che spesso le bambine sono delle vittime invisibili, i cui bisogni non sono presi in considerazione. Infatti i programmi per gli ex bambini-soldato, avviati dopo la fine dei conflitti, spesso non le considerano neppure come parte in causa dimenticando anche le loro necessità. Inoltre il rapporto afferma che le ragazze una volta tornate ai loro villaggi vengono emarginate ed escluse perchè ritenute ree di promiscuità e violenza. Capita infatti che tornino incinte o con bambini, frutto delle violenze subite.
La Alliance fa appello alla comunità internazionale perchè promuova e finanzi la liberazione dei bambini dai gruppi armati e contribuisca a fornire le risorse per i programmi diretti alla loro reintegrazione nelle comunità. E un'attenzione particolare è auspicata soprattutto per le ragazze, per consentire loro di tornare ad una vita normale.