Raffaele- Ciriello- fotografo- dimenticato
Una donna e un fiore. In questa foto leggiamo la libertà, la speranza, la femminilità, la voglia tutta femminile di credere sempre e comunque ai sentimenti, a un domani migliore che le donne sanno sempre immaginare e costruire.
Lo scatto è di Raffaele Ciriello di origini lucane (era nato a Venosa, 1959) morto tragicamente a Ramallah il 13 marzo 2002. Era un fotoreporter di guerra, collaboratore del Corriere della Sera. Il 13 marzo 2002, a Ramallah, mentre stava documentando un rastrellamento dell'esercito israeliano, venne inquadrato e ucciso da una raffica sparata da un carro armato.
Era il quarto giornalista occidentale ad essere ucciso dall'IDF nei territori occupati. Al governo israeliano fu presentata subito la richiesta del nostro governo dell'epoca e della magistratura italiana (che aveva subito aperto un fascicolo penale) di far conoscere il nome dei militari che componevano l'equipaggio del carro armato. Ma il govermo israeliano si è sempre rifiutato di farlo nonostante il trattato di collaborazione giudiziaria stipulato tra i due paesi. Il procedimento penale venne perciò archiviato.
Contrariamente a quanto si è verificato in casi simili (Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, Nicola Calipari) la memoria di Ciriello è stata cancellata dai mezzi di informazione italiani. SENTIRE non vuole fare la stessa cosa perchè nato proprio per ricordare e dare voce alle notizie troppo poco 'sentite' e troppo presto dimenticate.
Ci ha scritto in questi giorni l'Avv. Fausto Maniaci per aggiornarci nel merito e segnalare che la Corte di appello di Milano, con sentenza del 28 novembre scorso ha integralmente confermato la sentenza di primo grado, che aveva riconosciuto Ciriello come vittima di terrrorismo internazionale ed accordato ai congiunti superstiti i relativi benefici.
"Mi è gradito sottolineare che ciò è avvenuto attraverso un approfondito esame della questione di merito sulla matrice terrroristica dell'evento (assunto a presupposto e titolo per la concessione dei richiesti benefici), individuata sia negli atti di rogatoria internazionale assunti a suo tempo dalla Procura di Milano e dall'informativa del Ministero della Difesa israeliano (che l'Ambasciata di Israele ha vanamente cercato di smentire nel corso del giudizio di appello), sia nell'interpretazione giurisprudenziale sulla qualificazione degli atti di matrice terroristica data dai giudici milanesi nel processo sul terrorismo islamico del 2007 e confermata in Cassazione (giurisprudenza evolutiva già richiamata nelle precedenti notizie di stampa).Vedremo se il Ministero si determinerà finalmente ad ottemperare."
Nel segno di una memoria giusta, che non dovrebbe mai fare difetto.