Sergio Pivetta, profumo di Donna
(8 ottobre 2008) - La fotografia secondo me: potremmo intitolare così questa pagina. Lasciamo però a Sergio Pivetta presentare sè stesso conoscendo anche la sua istintiva diffidenza verso chi tenta di mediarlo. Ecco allora come presenta le sue ultime opere, intitolate "Profumo di donna" esposte da sabato 11 ottobre a Foen di Feltre (BL).
"Un vecchio, bellissimo, film di Dino Risi - poi rifatto in un remake dagli americani - raccontava di un cieco che, della donna, poteva solo gustarne il profumo, non potendone ammirare la bellezza. A volte, purtroppo, pur avendo il dono della vista, ci è comunque impedito di poter vedere. Una maschera nasconde ciò che non si vuole venga visto oppure una maschera per mostrarsi più belli o diversi...
Il tutto centra molto con la fotografia: perché la fotografia è ricordo.
Ricordare significa ri-consegnare al cuore e tutto ciò ha a che fare con la memoria.
La memoria, la memoria è femmina, nasce in un corpo di donna e la dea che nell'Olimpo greco la impersonava, era Mnemosine, figlia del Cielo e della Terra.
Ed è a lei che Zeuss si unisce per generare le Muse.
Le Muse, gli dei, la Grecia.La Grecia, luogo dell'Arte.
Non vi può essere Arte senza i ricordi, ed il nostro saper raccontare è influenzato dalla nostra capacità di saper vedere. Quindi, di vedere le maschere che si frappongono fra il soggetto e noi, di saperle riconoscere per poterle togliere e raccontare il nostro soggetto con la forma di espressione che abbiamo scelto.
Nel nostro caso la Fotografia".
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