Autore...il Creatore - Il paesaggio è patrimonio di tutti. E' inviolabile, ma è sistematicamente violato

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E' guardando immagini come queste tentando - con la fantasia - di pensare a come uno scempio di cemento potrebbe sfregiarle, che emerge chiaro come qualsiasi inasprimento delle pene risulterebbe alla fine impotente a risarcire il danno che è arrecato alla collettività quando il paesaggio viene violato in nome della speculazione.

Paesaggio, le giornate del Fai

"La Repubblica... tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Lo dice l'art. 9 Costituzione Italiana. Una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 367 del novembre 2008) ha riconfermato il valore assoluto e primario del paesaggio. Essa respinge infatti tutti i ricorsi delle Regioni che rivendicano impropriamente la competenza in tema di tutela. Il paesaggio è dunque un bene collettivo.
E questa foto che rasserena il nostro occhio ci impegna a far sì che l'impegno per la salvaguardia non debba mai venir meno.

Il Fai, Fondo Protezione Ambiente, l'ha scelta per la sua campagna a favore della legge che aumenta le sanzioni penali per chi danneggia il paesaggio e introduce il nuovo reato di "frode paesaggistica" per chi utilizzi documenti falsi o falsifichi documentazione allo scopo di edificare in violazione delle norme. La legge prevede sanzioni più severe per il reato di danneggiamento di bene paesaggistico (ora punito solo con ammenda) come la reclusione fino a quattro anni e la multa fino a cinquantamila euro. Ma chi sfregia produce danni insanabili e incalcolabili: qualsiasi pena non basterebbe a risarcire un paesaggio violato.

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