Girolamo Tartarotti, vizi segreti e pubbliche virtù
di Corona PererPrete falso, autonominatosi per fare buoni affari, impenitente donnaiolo, padre illegittimo. Segni particolari: un genio. Quanto ne sappiamo di Tartarotti illuminista? Sappiamo ad esempio che si auto-nominò "Abate" come titolo onorifico per fare buoni affari come precettore? Che, figlio di un colto benestante, fece il mantenuto attratto da nient'altro che fosse lo studio...e le donne? Che, da impenitente tombeur de femmes sverginò la Saibanti - pure lei letterata ed esponente dell'agiata intellighenzia del tempo - la quale dal racconto che poi ne fece sembrò aver subito un stupro..? Sappiamo che Clementino Vannetti fu probabilmente il frutto di quel connubio all'ombra di un possente albero in un prato sopra Rovereto?
E' il Tartarotti che esce da una biografia romanzata edita da Leonardo Franchini, scrittore e saggista per i tipi di Litografia Stella. Il titolo in latino apparentemente scoraggia: "Adversum Malleum Maleficarum". Franchini racconta il lavoro di Tartarotti contro l'opera di due frati domenicani del 1486, testo sul quale si basò la lotta alle streghe che lo stesso Tartarotti dimostrò essere totalmente infondata e contribuì a far cessare. In realtà si tratta di una piacevolissima biografia romanzata, genere certamente più complesso del trattatello: il personaggio viene collocato nel suo tempo, parla e agisce, si rapporta con i contemporanei. Il lettore gli cammina accanto e lo conosce.
Livio Caffieri, già presidente dell'Accademia degli Agiati avvisa in prefazione che quest'uomo fu uno dei precursori dell'illuminismo. "L'eredità di Girolamo Tartarotti è costituita dai rapporti con i maggiori centri di studio e università italiane e straniere, che testimoniano il miracolo di una cittadina che si aprì in pochi anni a fittissime relazioni con l'Europa".
Il lavoro di Franchini colma anche i rituali ‘vuoti'. Di solito un uomo famoso nasce con la sua prima opera. E quel che c'è stato prima? Ecco che l'autore prende Tartarotti sin dal suo primo vagito, dalle mani della levatrice si potrebbe dire. "Sono convinto che l'ambiente famigliare, quello sociale e scolastico ed il periodo micro e macrostorico influenzino in modo fondamentale scelte di vita e pensiero. Ho dedicato parecchio studio ai primi anni di vita, perché l'adulto è sempre figlio del bambino". E per farlo Franchini ha setacciato la ricca biblioteca di Rovereto e gli archivi parrocchiali. Provvidi di notizie, a quanto pare.
(ultimo aggiornamento: novembre 2010)