Mentre si attende il via per donare l'iscrizione di Gortyna al Parlamento greco, una mostra a Rovereto celebra Halbherr , Orsi e Gerola

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Kiriòs Halbherr a casa dell'aiutante greco

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Federico Halbherr intento a decifrare l'iscrizione scoperta a Gortyna

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Con i suoi aiutanti: il greco e l'egiziano. Un gran "Kirios",
dicevano di lui a Creta, togliendosi il cappello con riverenza
quando passava col cappello (foto per gentile concessione
del Museo Civico di Rovereto)

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Il dettaglio della pistola

Federico Halbherr, maestro della grande Archeologia

di Corona Perer 

(settembre 2009) - Federico Halbherr è nato nel 1857 a Rovereto ma nel 2007 nessuno ha celebrato il 150° Anniversario dalla nascita. In Grecia lo ricordano piazze, vie, istituzioni universitarie. In patria è quasi uno sconosciuto. Eppure tra gli archeologi dell'antichità classica è nome di prima grandezza per le sue importanti scoperte. E un romanzo pubblicato in Grecia dalla scrittrice Rea Galanaki racconta l'amore sfortunato per la bella Skevò...

In occasione  della 20^ Rassegna Archeologica di Rovereto è stato dato l'annuncio: una mostra lo ricorda insieme ad altri tre grandi: Paolo Orsi e Giuseppe Gerola.

Si spera intanto che possa procedere il progetto per donare un modello tridimensionale della Grande Iscrizione di Gortyna, la più importante scoperta di Halbherr, e verrà donata al parlamento greco. Una copia sarà fatta anche per Rovereto (quando era assessore alla cultura Sandra Dorigotti aveva ipotizzato di posizionarla nel restaurato palazzo dell'Annona). L'iscrizione contiene infatti una miniera di informazioni sulle leggi dell' antichità classica in materia diritto familiare. 

A realizzare il progetto saranno gli ex-laboratori dell'ITC oggi Fondazione Kessler. Il ritardo è stato causato dai danni provocati ad una parte dell'iscrizione da parte di una spedizione (non italiana) il che aveva prodotto nelle autorità greche la sospensione di qualsiasi progetto sul reperto. A pagarne le spese il programma scientifico per la copia della iscrizione scoperta da Halbherr. Ma il ritardo è stato aggravato anche dalla situazione politica greca.

Halbherr nacque in via Mercerie al civico 44, il 17 febbraio 1857. Tra le ipotesi del centenario ce n'erano di squisitamente scientifiche come mettere in microfilm e allo stesso tempo digitalizzare l'immenso archivio di Halbherr riordinandone il contenuto oggi sparso su tre sedi: Rovereto (che rappresenta il corpus più importante), Atene e Roma.

Eccettuato il viaggio di studio sulle orme di Federico Hlabherr promosso dalla rivista italiana Archeologia Viva, si può certamente affermare che la figura del grande archeologo - purtroppo - è stata ancora una volta costretta al silenzio.  In Italia è noto solo agli addetti ai lavori ma la dimensione e la popolarità di Halbherr in Grecia è notevole perché fu a Creta, dove il suo nome è tuttora ricordato da vie e dalla memoria collettiva, che legò gli anni più importanti della sua vita da scienziato. Agì in un tempo così contrassegnato dalla corsa alle scoperte che doveva andarsene in giro armato di revolver accanto al fedelissimo Manolis Iliakis, suo attendente.

Il clima della che si viveva a Creta a fine ‘800.  Lo studioso roveretano vi era arrivato con una laurea in lettere conseguita a pieni voti all'Università la Sapienza di Roma e una specializzazione a Firenze in filologia classica. Grazie ad un sussidio del Ministero dell'istruzione italiana, intendeva studiare epigrafi greche. In un solo mese scoprì le leggi di Gortyna, diventando uno studioso di fama internazionale.

In Grecia una scrittrice sta anche dando alle stampe la storia di amore (ostacolata e alla fine negata) con la bella Skevò, figlia di un ricco mercante in affari con tedeschi e americani.  L'autrice Rea Galanaki lo ha pubblicato per i tipi della casa editrice romana E/O.

Suggestiva la storia di quest'uomo che con acume, rigore, passione gettò lo sguardo sulla Grecia classica donando al mondo una delle scoperte più interessanti ovvero l'apparato di leggi dell'antichità classica cretese che alle donne riconosceva libertà allora sconosciute manifestando una assoluta modernità.
Era il 1884 quando Halbherr scopriva pezzo dopo pezzo la grandissima epigrafe.

Anni dopo la scoperta dei resti di Aghia Triada e poi gli scavi nel palazzo di Festos. Halbherr sapeva anche bussare a tutte le porte che servivano: dal regime italiano che si apprestava all'avventura coloniale, alla Sublime Porta di Costantinopoli (Creta infatti era parte dell'impero ottomano). Un "prof" di lettere, divenuto un archeologo di fama internazionale che non si montò mai la testa e che a Creta descrivevano come un gran signore, elegante e raffinato.
Al suo passaggio a cavallo, la gente usava scostarsi, togliere il capello e dirgli "Kalimèra Kirios Halbherr". Kirios, cioè, Gran Signore.

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