Maurizio Pellegrin, perturbatore emotivo
Come ogni individiduo Maurizio Pellegrin è legato al valore letterario, filosofico ed artistico della sua formazione culturale. Storia individuale e personale crescita intellettiva, traducono in arte i valori della propria ‘singolarità'.
L'opera è percezione e sentimento, seduzione, spazio e determinazione da ricondurre ad un possibile equilibrio. È la riaffermazione dell'essere. "Tutto questo ti parla di me" sembra dire l'artista lanciando un messaggio con ‘funzione emotiva' che mira a suscitare reazioni nel ricettore
L'intento è stimolare associazioni, promuovere risposte e comportamenti che vadano al di là del semplice riconoscimento della cosa in sè. Uno dei tramiti è l'oggetto che, pur inanimato, trova nell'arte l'anima mai avuta: un soffio che dà corpo ad altra vita, ad un altro significato e un'altra sensazione.
Così anche il turbamento diviene "oggetto" di riflessione, le "cose" diventano apparenza stabile, certezza, normalità ritrovata. Nelle sue installazioni, gli oggetti scelti o ritrovati sembrano sospesi in una dimensione atemporale, singoli frammenti che nel rigore dispositivo contribuiscono tutti a suscitare nello spettatore l'immergersi in una dimensione fluttuante, quella della preziosità della memoria.
(A.P.)
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