Unire metallo alla poesia del far arte: Markus Schaller

immagine

Haus, Markus Schaller, 1996

immagine

 The Names of the Others (Cube), Markus Schaller, 2002

Markus Schaller, piombo e poesia

Già allievo di Rebecca Horn, la ricerca di Markus Schaller si concentra sul mondo delle fonderie, per poter realizzare un tipo di scultura influenzata dalle precarie condizioni economiche dell'allora Germania Orientale, laddove erano più evidenti i segni di aeree industriali abbandonate.
Lavorando in vecchi impianti siderurgici a stretto contatto diretto con gli stessi fabbri, Schaller sviluppa un tipo di scultura dove alla forgia del metallo unisce testi poetici tramite l'uso, nelle stesse sculture di vecchi linotipie, ovvero quei sistemi compositivi tipografici che venivano realizzati a linee di piombo fuso.
Il testo poetico è infatti centrale nell'opera di questo artista berlinese. Le sue sculture, siano esse assemblamenti minimali, astratte,  o più dichiaratamente figurative, essudano tutte una particolare eleganza, come se la forza del metallo stesse veramente a guardia del testo che su esso è inciso.
Nella sua opera la realtà dell'industria pesante si innerva alla levità della poesia: una combinazione perfetta, potente, di opposti, in modo tale che la scultura diventi depositaria ed ambasciatrice dei piensieri più intimi, delle sensazioni e delle emozioni dell'artista.
Le singole lettere tatuano, marchiano a fuoco la materia che per essere altro necessita del giusto spirito e delle parole. Il testo diventa anche simbolo, si riduce a segni lessicali semplici, a rune e geroglifici, al punto che la fascinazione potrebbe diventare anche ossessione.
Eppure, così facendo, l'artista non fa altro che rivendicare un suo irrinunciabile diritto: dire libero della sua stessa cultura.
(A.P.)

 

Prosegui la visita alla mostra virtuale su SENTIRE
> Vai avanti: Seamus Farrell e il gioco del guardare-vedersi

Visita gli archivi di Scatti d'Autore

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata