Barbara Schweizer, "perchè Art Mobile"
di Barbara Schweizer
ArtMobil era un progetto pensato espressamente per Manifesta7. Completamente ritarato, è stato tradotto sul web non avendo potuto tradursi come lo avevamo pensato.
Eccolo ora su SENTIRE: come scrive Corona Perer, un paradosso: per rendere reale un'idea è stato necessario renderla virtuale.
Per capire come, quando e perché nasce ARTE IN MOVIMENTO dobbiamo fare un passo indietro.
Nel gennaio 2008 viene allestita a Bologna Artefattapezzi, inserita nel programma di Bologna-Arte Fiera Off. La mostra nasce come abito cucito su misura proprio per la fiera dell'arte bolognese.
L'idea è di giocare ironicamente con il mercato dell'arte "costringendo" gli artisti coinvolti a presentare lavori scomponibili, vendibili a pezzi e tali da poter ottenere risultati provocatori, ma comunque interessanti. I collezionisti, di conseguenza, possono scegliere quale pezzo portarsi a casa, in base alle preferenze o alle possibilità economiche.
Pezzi singoli e autonomi, ma appartenenti ad una stessa opera, avevano un filrouge tra loro: parti di una stessa banconota finita in tasche diverse. Il progetto prende corpo grazie ad Andrea Pagnes, che ne coglie l'anima. Roberta Venturi e Lavinia Savini danno l'importante apporto organizzativo.
Concepita come mostra itinerante,terminata la kermesse bolognese, la mostra necessita di migrare altrove.
Ecco allora Manifesta7, biennale internazionale dal carattere itinerante per suo statuto costitutivo.
L'abito va dunque ripensato e ridisegnato.
Il Trentino Alto Adige ci sembra subito ideale per operare: territorio che per sua struttura sociale e conformazione morfologica può "agire" il progetto, in posizione d'avanguardia per la forte attenzione che dedica al tema dell'ecologia.
Elaboro ArtMobil-Onrail proprio nel periodo in cui la città di Napoli grida la sua esasperazione al mondo per la questione dei rifiuti. Pensando al territorio e alle sedi ufficiali di Manifesta7, nasce la mostra itinerante su rotaie, individuando nel treno, il mezzo di trasporto più ecologico per eccellenza. Volevo fare una sorta di galleria viaggiante tra Rovereto, Trento, Bolzano, Fortezza. Ma realizzare tutto ciò prevede di coinvolgere istituzioni e chiedere l'intervento di sponsor con il preciso intento di stimolare l'interesse per il recupero architettonico ed urbanistico di alcune aree. Il tutto presenta non poche difficoltà organizzative ed è molto complesso.
Non verrà quindi realizzato per mancanza di fondi.
La mostra rimane quindi sulla carta e tra le citazioni dei parallel-events. C'è e... non c'è allo stesso tempo.
Allora individuo un'altra risorsa del territorio: non i binari ma un giornale online esistente sul territorio e tarato sulla cultura. Reso più agile e funzionale, saliamo quindi su binari diversi, ma che hanno in sé una forza e una capacità mediatica anche maggiore: il web. SENTIRE da questo punto di vista è il contenitore più adatto.
Scopo ulteriore è infatti riuscire a portare l'arte a quante più persone possibile, non solo agli addetti ai lavori.
Le stazioni ferroviarie, i treni, si sarebbero prestati benissimo a questa operazione, li ritengo infatti luoghi singolari ma appropriati in cui portare l'arte per farla così uscire da luoghi convenzionali e desueti.
Quanto alle opere, iI lavori degli artisti che presentiamo sono legati all'idea del viaggio, al concetto di mobilità, sia fisica che mentale, che un'opera d'arte per sua natura porta in sé e con sé.
Con queste opere percoriammo più che dei binari un nuovo sentiero: quello di SENTIRE.
Ringraziamo la testata che ce ne ha dato la possibilità.
> Visita la mostra: Arte in Movimento