Un lavoro che ha che fare col tempo e la memoria, materiale crudo come la voce umana. Duro e personale. 

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RAVENESS, fotogramma, Terry Smith 2007

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 LINDA-RAVENESS-SCOTLAND-VENICE, fotogrammi da BROKEN VOICES, video, Terry Smith 2007 

Terry Smith e il normale anormale

Tutto il lavoro di Terry Smith, artista londinese oggi tra i più sensibili e apprezzati (già presente alla Tate Gallery negli anni della sua ricostruzione) ha a che fare con il frammento e la memoria.
Nei suoi lavori videografica Terry Smith non è interessato ad esprimere un pensiero particolare, ad investigare inusitati aspetti narrativi, piuttosto a fissare nell'occhio elettronico della telecamera una serie di idee che svaniscono, dare un titolo, o un corpo, attraverso l'immagine video ad una vaga ambizione che cerca di fare qualcosa di profondo.
Il suo lavoro ha tutto ha che fare col tempo. E' un processo continuo.
Il suo è un materiale crudo come lo è la voce umana. Duro e personale. 
Normalità e anormalità stingono nelle pieghe più riposte dell'animo umano.
Talora agire in modo anormale aiuta a concentrarci sulla ragione dei nostri atti d'ogni giorno, sulla nostra vita "normale", per scoprire nuovi modi di pensare e creare differenti prospettive.
Ciò che non è normale può non solo essere anormale - ed è già un territorio patologico - ma anche differente. E' diverso.
La percezione interiore del movimento attraverso uno spazio riconosciuto ci dirà allora di suoni e silenzi che si accompagnano a determinati luoghi.
Ricordi, aspettative, illusioni. 
(A.P.)

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