Silvio Franch "Religioni in dialogo, non c'è altra via"
di don Silvio Franch
cattedrale di Trento, 25 gennaio 1992 - "L'ecumenismo domanda inquietudine. È un cammino di conversione, interiore, profonda; un movimento di rovesciamento dei valori che sono dentro di noi. La speranza del Vaticano II è spesse volte tradita; quel cuore ecumenico trapiantato da Giovanni XXIII ha avuto azioni di rigetto in molti di noi. È terribile, ma è così.
Non lasciamoci espropriare da quei giorni di speranza che quel vecchio Profeta ha lanciato nel mondo, ma recuperiamo tutta questa carica senza lasciarci intiepidire dalle difficoltà.
Alle volte costruiamo nuovi separatismi e viviamo in grandi gorghi di paura confessionale innalzando nuovi muri: questo è indegno della condotta dei cristiani. No, noi dobbiamo con la Parola del Signore camminare con forza, con fiducia. Il Signore è con noi!
Noi non dobbiamo mai smettere di amarci perché il Vangelo, base della nostra vita cristiana, domanda la grande terapia reciproca dell'amore, e non solo fra di noi. Questo è un grande appello che rivolgo a voce alta: dobbiamo far circolare l'amore del Signore.
C'è una carenza nel corpo ecclesiale di questo amore ardimentoso, longanime, che tutto crede, sopporta, spera.
Questo emergere di razzismo, questi odi, questa incapacità di accogliere il colore delle pelle diverso dal nostro è qualcosa di pauroso!
Veramente è all'opera nel mondo il divisore! Non lasciamoci intossicare, ma camminiamo in fretta verso questi grandi traguardi. Facciamo guerra - per così dire - a tutte queste mode culturali di divisione: le dobbiamo rigettare, per vivere questa magnifica utopia tutti insieme.
Non amiamo a chiacchiere, a vetri soffiati, a bla bla, ma amiamo con la carità, con l'amore vero, con la solidarietà profonda".