Philippe Daverio "In tutta onestà..."
(Rovereto 25 ottobre 2008) - "Il Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, per la prima volta da quando è stato istituito questo ministero ha posto delle domande circa l'utilità e il senso dell'arte contemporanea in relazione ai costi che richiede" dice Philippe Daverio simpatico e bravissimo conduttore di "Passepartout" che ha tentato di dare una risposta al quesito con una intera puntata della nuova edizione del fortunato programma, in onda su Rai Tre.
Tra le tante ipotesi possibili Philippe Daverio, autore e conduttore del programma ha scelto così di percorrere insieme alla troupe di "Passepartout" un viaggio in Trentino Alto Adige, fin quasi alle frontiere d'Italia, giovandosi della sostanziosa proposta di eventi di arte contemporanea offerta da questi territori nel corso dell'estate e dell'autunno 2008. Partendo da Rovereto e dal MART ("un museo che non delude mai e offre sempre mostre di grande qualità e interesse"), Daverio passa da "Eurasia", Joseph Beuys e le opere di 50 giovani artisti asiatici ed europei, a "Germania contemporanea", allestita sempre al MART, al piano di sotto, che propone una scenario quasi inedito di una Germania "...dove sembra sia di nuovo consentito far pittura in modo serio, con tre artisti tutti residenti a Lipsia ma provenienti però dall'Ovest, quali Tim Eitel con i suoi piccioni inquietanti, David Schnell e sue composizioni al di là della realtà, Matthias Weischer, pittore intensamente materico".
Daverio stroncò la biennale Manifesta 7 "....che ha qualche similitudine con la Biennale di Venezia e la Documenta di Kassel ma se ne differenzia perché ogni volta cambia luogo, nazione, tenendo fede al proprio carattere nomade itinerante. ...Manifesta a Rovereto ha preso possesso dell'Antica Manifattura Tabacchi, trasformandola in una simpatica ludoteca per adulti, dove però le tante installazioni, i video e le opere comunicano un'innovazione che assomiglia tanto a quella dello scorso anno che già assomigliava a quella di due anni fa. Manifesta non si svolge soltanto a Rovereto ma anche a Trento, al Palazzo delle Poste, suscitando più o meno le medesime impressioni, tra piccoli e bizzarri studi neosurrealisti, microperversioni delicate e consuete indigestioni di video, in una sorta di sconquasso linguistico che non sembra portare molto lontano. E nemmeno più a nord, a Bolzano, dove ha trovato ospitalità presso una fabbrica dismessa d'alluminio, non si riescono a trovare sufficienti argomenti per riscattare l'insieme dell'evento".
Da Bolzano Daverio transita al MUSEION. Ma le cose non migliorano.
"... un segno deciso di architettura contemporanea nel solco del panorama cittadino dominato dalle guglie tirolesi. La mostra inaugurale "Sguardo periferico e corpo collettivo" ha raccolto una serie di icone della contemporaneità con prestiti prestigiosi che hanno fatto gridare al miracolo gli addetti ai lavori. Tra tutte queste opere, alcune delle quali di notevole fattura e interesse, quella che ha creato maggiore curiosità è la rana crocifissa di Martin Kippenberger, giudicata dai più scandalosa e blasfema con addirittura la pronuncia diretta di Papa Benedetto XVI in questo senso. Più che di provocazione occorrerebbe in questo caso parlare di marketing e di promozione, in quanto sembrano emergere dietro a queste opere di Kippenberger, artista morto recentemente e più noto ora che da vivo, fortissimi interessi commerciali che vedono come protagoniste le principali gallerie del giro internazionale che conta".
La stroncatura c'è anche qui insomma.
Ed ecco che finalmente il critico respira aria:
"Per stupirsi sul serio è allora meglio mettere al centro la periferia e continuare questo viaggio puntando verso l'alta Val Badia, andando a casa dell'artista Lois Avidalfarei, scultore. Qui, tra i prati fioriti emergono sculture di bronzo con corpi che possono essere smontati nei loro arti fino a diventare singole espressioni autonome, presentando temi tutto sommato semplici ma potentemente coinvolgenti. E' la conferma dell'esistenza di altre culture che vanno al di là del sistema dell'arte internazionale e che presenta esiti di altissimo livello e persino sorprendenti, persino tra questi monti sperduti. Un altro esempio è il mirabile Ristorante Schweizer, che ha raggiunto persino l'onore di essere notificato come bene culturale, nonostante la sua genesi risalga a soli 30 anni fa. La particolarità di questo ambiente sta nel fatto che è stato tutto disegnato, pavimenti, luci, pareti, quadri da un unico artista, Riccardo Schweizer, che ne ha curato ogni minimo particolare e dettaglio fino a creare un unicum straordinario. Come straordinaria è anche l'interazione di questo pittore e designer con i mobili creati dal suo amico e grande architetto Carlo Scarpa ospitati nelle stanze attigue al salone principale".
La conclusione di Daverio con cui abbiamo conversato a lungo proprio durante la serata Schweizer è questa: "L'arte può ancora stupire senza dover per forza provocare o sollecitare gli interessi del gallerista più "in" del momento e può anche riuscire a conquistare spazi sorprendenti di creatività stando al di fuori della grancassa di eventi gonfiatissimi in tutti i sensi, costi compresi".
Del Ristorante Da Silvio e dell'opera totale di Schweizer abbiamo parlato nel numero 03 di SENTIRE on paper. Ecco le foto di quella godibilissima serata nella quale Daverio si è offerto per quello che é: onesto, vero, sincero. Mitico.
Approfondimenti
> Il ristorante da Silvio sotto tutela di Daniele Filosi