Carlo Cardazzo collezionista
(Venezia, novembre 2008) - Chi fu il veneziano Carlo Cardazzo? Un uomo di fiuto nato nel 1908 (e morto nel 1963), che con la collezionista americana Peggy Guggenheim ebbe una intesa intellettuale profonda. Nel centenario della nascita, lo ricorda una mostra allestita nella sua Venezia.
"Carlo Cardazzo. Una nuova visione dell'arte" a cura di Luca Massimo Barbero è la mostra che è stata allestita a Venezia dalla Guggenheim (1 novembre 2008-9 febbraio 2009), la prima completamente dedicata alla figura di questo vulcanico e intraprendente mecenate, editore, collezionista e gallerista che amava l'arte del novecento, con le avanguardie in primis, l'arte postbellica.
Fu una sorta di alter ego di Peggy Guggenheim. Capì con singolare anticipo il concetto di rete e collaborazione: il 25 aprile del 1942 in Riva degli Schiavoni a Venezia, inaugura quella che sarà poi la celeberrima Galleria del Cavallino ed è sorprendente che proprio nello stesso anno Peggy Guggenheim, con la quale stabilirà un fortissimo sodalizio intellettuale dalla fine degli anni '40, apra a New York la sua galleria-museo Art of This Century.
Subito dopo la guerra, nel 1946, Cardazzo apre la Galleria del Naviglio, nel centro di Milano, e avvia una complessa e inusuale serie di rapporti con critici e intellettuali, viaggia continuamente tra Europa e Stati Uniti, fa collaborare artisti di diverse generazioni tra loro e con gli architetti d'avanguardia, realizza eccezionali pubblicazioni veicolo della propria immagine.
È il primo gallerista ad occuparsi con un contratto del lavoro di Lucio Fontana, appena ritornato in Italia dall'Argentina, che nel 1949 per la sede milanese del Naviglio concepisce l'Ambiente Spaziale a luce nera.
Cardazzo diviene una sorta di "centrale creativa" del mondo dell'arte, riferimento di molti collezionisti, direttore di musei, mercanti. La stessa Peggy Guggenheim gli riconosce un ruolo centrale nella diffusione delle nuove avanguardie. Insieme condividono molti percorsi: la promozione dell'arte americana, l'amore per le avanguardie storiche.
Joan Miró, Robert Delaunay, Pablo Picasso, sono artisti che Cardazzo espone più volte anche con l'aiuto della mecenate, alla quale lui stesso suggeriva quali acquisti fare o quali artisti far entrare a Palazzo Venier dei Leoni. Dal suo arrivo a Venezia, Peggy intrattiene con il collezionista veneziano un dialogo fitto e prolifico di contatti, suggerimenti, scambi di opinioni sugli artisti e i movimenti dell'epoca.
Nel 1950, Peggy Guggenheim porta Jackson Pollock in Europa: un avvenimento all'epoca scandaloso e destinato a cambiare i destini dell'arte europea. L'anno successivo Cardazzo la replica nella galleria milanese del Naviglio, non senza produrre lo stesso scalpore.
Viaggia e fa il pioniere dell'arte americana esponendo Kline, Rothko, Pollock, Neuman, Francis, Calder, Twombly, Johns. Fu una straordinaria e impetuosa attività: dal 1942 al 1963, anno della sua scomparsa, furono ben 1049 le esposizioni presso le tre Gallerie del Cavallino, del Naviglio e Selecta.
Una mostra ha ricostruito la sua collezione che negli anni ‘30 e ‘40 era considerata una delle più significative dell'arte italiana del novecento, con alcuni capolavori di Marini, de Chirico, Scipione, Sironi, Campigli. E' uno spaccato del suo privilegiato rapporto con l'architetto Carlo Scarpa, cui Cardazzo chiede di progettare, in pieno periodo bellico, la Galleria del Cavallino, una seconda galleria in Frezzeria e l'importante Padiglione del Libro per i giardini della Biennale.
Con le Edizioni del Cavallino, iniziò la sua attività nel mondo dell'arte contemporanea nel 1932. Il catalogo che ha accompagnato la mostra alla Peggy Guggenheim Collection, pubblicato da Electa, contiene i saggi di oltre 10 studiosi e critici dell'arte e un ricco apparato iconografico che testimoniano questa pagina di grande amore per l'arte personificata da Cardazzo. (G.V.)
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