La nota fotografa milanese ci racconta lo sconvolgente incontro con un mercante di guerra.

immagine

Il famoso ghigno di Cummings, mercante di morte

immagine

GIOVANNA DAL MAGRO è nata a Milano dove vive e lavora quando non è in giro per il mondo. Negli anni '70 ha lavorato sulla Body Art immortalando performances di Marina Abramovic, Nitsch, John Cage, Copello. Personaggi tra musica e moda, letteratura e cinema, cronaca e attualità sono passati dal suo obiettivo. Impossibile dare conto di reportages e servizi. L'ultima opera di Giovanna Dal Magro è un libro sul festival del Cinema di Venezia scritto insieme ad Anna Paola Zugni Tauro, docente universitaria e storica dell'arte. Il volume è edito da Studio LT2 (Venezia).

Giovanna Dal Magro e il ghigno della guerra: Sam Cummings

di Corona Perer 

Nell'uomo c'è sempre il suo doppio.
L'uomo e il suo doppio sono anche nelle foto che Giovanna Dal Magro scattò a Sam Cummings. Era l'uomo sulla cui scrivania si disegnavano le geografie della guerra. Mercante d'armi targato Cia, faceva beneficenza e si descrive come un nonno felice. Mandarono la Dal Magro a fotografarlo perché prima fino ad allora gli scatti dei colleghi aveva restituito il volto di un innocuo e mansueto distinto signore della campagna scozzese.
"In effetti mi accolse con grande gentilezza, mi parlò dei nipotini, delle sue opere di beneficenza. Avvertii la nausea: sentivo una insostenibile falsità, il suo fare era così affabile e affettuoso da dare allo stomaco. Man mano che la visita proseguiva nella sua fabbrica di morte, avvertivo un'angoscia e un dolore che crescevano. Alla fine sono esplosa in una scenata. Gli dissi che la smettesse di ridere, che il suo era un lavoro ignobile. Si seccò e cambiò espressione e io cominciai a lavorare per andarmene il prima possibile. E così venne fuori la sua vera faccia, quella che in foto non era mai venuta prima. Un sorriso che è quasi ghigno. Quel contrasto non fu strategia. Io dovevo davvero dirgli quello che pensavo, ma fu anche ciò che provvidenzialmente permise di far venir fuori la sua vera anima. Ricordo che sono stata veramente male" racconta Giovanna Dal Magro che nel castello di Cummings ci era andata per conto della Press Impact, agenzia internazionale di reportages parigina per un servizio che avrebbe firmato Albert Zarca, che poi uscì sul Venerdì di Repubblica e sui giornali di tutto il mondo.
"Era novembre e mi disse una cosa tremenda: il giorno e l'ora in cui sarebbe avvenuta l'invasione del Kuwait. In quel periodo era solo nell'aria. Ma lui disse proprio giorno e ora".
Gli ordini evidentemente erano stati evasi da tempo. Sulla sua scrivania la guerra non era mai quella che noi pensiamo una tragica fatalità. Era un fatto che si pianifica con calma, preventivi alla mano, iva compresa, compresi gli accordi per le ricevute di pagamento.

Gli altri articoli di SENTIRE su Giovanna Dal Magro
> L'uomo e il suo doppio: Francisco Copello
> Metti una fotografa al Festival del Cinema di Venezia 

Visita gli archivi di Scatti d'Autore

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata