Barack Obama: il presidente da Nobel
(31 ottobre 2011) - A Washington il 14 dicembre 2009 doveva essere il giorno dei banchieri, ma Obama li mise in riga. "Restituite gli aiuti" disse loro, ricordando che troppo esigua è la loro disponibilità ad aiuti e prestiti. Dunque il coraggio non gli manca.
Ci sarà anche il default, il crollo dei sondaggi, la disoccupazione che veleggia e la vistosa contraddizione di un Nobel per la Pace che ancora deve metter fine alla guerra e all'anacronistico embrago su Cuba, ma con interventi di questo tipo Obama continua a sembrarci un grande statista. Ma.... c'è un ma.
Lo vorremmo seriamente convinto - da premio Nobel consegnato sulla fiducia... qual è - a mettere in atto quanto disse nel suo storico discorso al Cairo. Quando ad esempio rivendicò il diritto sia di Israele che della Palestina di avere uno stato nel quale vivere felici: ognuno a casa propria. Ed invece....è poi bastato il sì simbolico dell'Unesco, ancor prima che l'Onu potesse discutere e raccogliere la richiesta di Abu mazen di riconoscere la Palestina, per annunciare ritorsioni.
Il 44mo Presidente degli Stati Uniti in fondo ha già cambiato il mondo con la sua presenza (ricorderemo che la sua prima legge fu la parità di stipendi fra uomo e donna)- Ha tuonato contro i privilegi e i maxi stipendi dei manager. Ha dichiarato la fine della guerra in Iraq voluta da Goerge Bush e riportato a casa i suoi ragazzi. Ma sulla Palestina resta carente, molto carente.
E tuttavia su di lui ci si può ancora contare. Che auguri farà al mondo il prossimo Natale, ora che si vive nel default globale e sono caduti i despoti che lo ascoltarono al Cairo?
Gioverà ricordare che il sogno ha ricevuto da lui nuova cittadinanza. Non a caso l'inquilino della Casa Bianca abita in una dimora che fu costruita dagli schiavi neri d'America le cui spalle e menti mai avrebbero potuto immaginare che un giorno un loro discendente l'avrebbe conquistata.
Obama sa che i sogni possono avverarsi. In un mondo reso passivo dai poteri forti, lui ha dimostrato che ciascuno di noi mantiene un potere: quello del cambiamento. Ma ora è lui che deve mantenere le promesse di fronte al mondo: renderlo la casa per tutti gli uomini. Palestina compresa.
(Corona Perer)
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