Fondazione Pezcoller sceglie due donne per la ricerca
(Trento 15 novembre 2008) - Continuano le iniziative della Fondazione Pezcoller a sostegno della ricerca. Una borsa di studio per un programma trentino di ricerca biennale in oncologia, finanziata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, è stata consegnata ieri a Palazzo della Tromba a Trento. La ricerca verrà effettuata presso il CiBio (Centro Interdipartimentale per la Biologia Integrata) di Mattarello. Dunque sarà una ricerca trentina.
Sono due donne le vincitrici del bando: la dott.ssa Veronica De Sanctis, che proviene dall'Università "La Sapienza" di Roma e si è già trasferita a Trento con la famiglia. Il secondo finanziamento, per il progetto da svolgersi in Italia, sarà effettuato dalla dott.ssa Marzia Pennati, dell'Istituto dei Tumori di Milano.
Raffaella Giavazzi, responsabile del laboratorio di biologia e terapia delle metastasi tumorali dell'Istituto Mario Negri di Milano, membro del comitato di selezione, ha illustrato i due progetti segnalando che si tratta di ricerche di qualità assolutamente superiore. "Sono due progetti all'avanguardia" ha detto.
Alla cerimonia ha partecipato il prof. Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto dei Tumori di Milano, che ha tenuto una relazione piuttosto inquietante dal titolo: "Luci ed Ombre delle Terapie Personalizzate in Oncologia". E in effetti sono molte le luci ma molte anche le ombre: ci sono nuovi farmaci, nuove terapie ma ci sono anche molti più casi di tumore. Se nel 2005 si sono registrati 252.000 casi/anno si stima che nel 2010 saranno 255.000 il che innalzerà anche la familiarità in una popolazione che ha prospettive di vita sempre più lunghe perchè - come hanno dimostrato le stesse ricerche dello stesso professore - la particolarità dei tumori ereditari consiste nel fatto che, contrariamente ad altre malattie genetiche, viene ereditato un rischio e non la malattia.
"Nel 2010 il cancro sarà la prima causa di morte" ha detto il professore Pierotti che si è anche soffermato sui farmaci intelligenti, sul progetto genoma vera scatola nera che ha consentito di dare una svolta nell'approccio e nella lotta al cancro. Pierotti, che è direttore dell'Istituto Tumori di Milano, amico e collaboratore della Fondazione ha fatto il punto sugli ultimi 10 anni di lotta contro il cancro. "Dal 1996 si riscontra una flessione della mortalità per tumori dovuta alle azioni di prevenzione, alla diagnosi precoce e alle terapie innovative. Ma, attenzione: si assiste ad un aumento costante di casi tanto che le previsioni verso il 2010 portano a usare una parola drammatica. Possiamo dire di essere di fronte ad una vera e propria epidemia" ha detto il professore.
Altre brutte notizie sul fronte dell'assistenza Sanitaria: ci sono due paesi che nel 2020 potrebbero non essere in grado di sostenere i servizi per una popolazione troppo vecchia e con altissima incidenza tumorale. Questi paesi sono Giappone e...Italia. Il gruppo diretto dal professore, che ha per primo dimostrato il ruolo diretto di RET nei tumori della tiroide insorti in bambini esposti all'incidente nucleare di Chernobyl, ha in fase di avanzata attuazione un progetto di terapia genica con il gene FHIT, coinvolto nella maggiore parte dei tumori polmonari. Pierotti è infatti responsabile dal 1995 del Programma Tumori Ereditari che costituisce uno dei primi approcci organici a questo problema attuato nel nostro Paese.
Non vi è dubbio che la strada maestra resta dunque quella del finanziamento della ricerca.
"Oggi c'è un'oggettiva carenza di interventi a sostegno dell'inserimento di giovani ricercatori italiani nel campo dello studio dei tumori" spiega il dottor Gios Bernardi Presidente della Fondazione Pezcoller che allarga significativamente il proprio impegno col finanziamento dei due progetti di ricerca da svolgersi in Italia e in Trentino. Bernardi ha espresso soddisfazione perchè il primo progetto, erogato con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, sarà svolto presso il CiBio (Centro Interdipartimentale per la Biologia Integrata) dell'Università di Trento e si svilupperà nell'arco di 2 anni. Verterà sui meccanismi del ciclo cellulare rispetto all'istone H4-K16 acetilene e le implicazioni per il cancro.
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