Gios-Bernardi-va-in-pensione
"Il tumore è una sorta di serial killer, un terrorista che si annida nel cuore delle nostre società ricche di confort e protezioni".
Gios Bernardi va in pensione per davvero. Sarà difficile non considerarlo più presidente della Fondazione Pezcoller alla cui guida ha portato il premio a dimensioni internazionali, offrendo sempre alla comunità scientifica e alla pubblica opinione interventi di notevole spessore. Come quando tuonò (nel 2008): disse che era uno scandalo investire in armamenti quando su 300 milioni di abitanti negli Usa, dove ci sono centri più aggiornati e prestigiosi, muoiono di cancro mezzo milione di persone all'anno, 1.500 al giorno. Vale a dire: una al minuto.
"Si calcola che da noi sono 150.000 all'anno e 200 al giorno. È tollerabile tutto questo? È tollerabile che si spendano miliardi in armamenti e si permetta uno scempio simile?" disse.
La Fondazione Pezcoller da sempre si batte perché la comunità scientifica elevi le sue informazioni e affini le armi per combatterlo. Una fondazione, pressoché unica in Italia, che ha nel ventaglio dei propri premiati scienziati poi insigniti del Nobel (fra questi Paul Nurse e Mario Capecchi solo per citarne alcuni).
La Fondazione Pezcoller è tra le più prestigiose a livello mondiale. Da San Diego a Los Angeles, da Lione a Philadelphia, la comunità scientifica conosce i suoi seminari e il suo premio è il più ambito. Tanto che il prescelto è noto prima a San Diego e Los Angeles che... a Trento.
Importanti le collaborazioni con l'American Cancer Research Association che quest'anno celebra il primo secolo. Margaret Foti, sua direttrice, ha dato atto nel discorso per il ventennale della fondazione trentina di "eccellente e preminente posizione nella ricerca sul cancro e di temi di discussione scelti in vent'anni con saggezza e lungimiranza".
La riprova sta nel numero di scienziati che partecipano e ambiscono al premio. E questo fin dal 2008 quando le candidature furono 46, 34 delle quali dagli USA (alcuni di questi italiani), 3 dall'Inghilterra, 2 dalla Germania, 2 dal Canada, 2 da Israele ed 1 ciascuno da Francia e Finlandia e...nessuno dall'Italia.
"È mancata invece la partecipazione dei ricercatori italiani, nonostante l'indiscusso valore di alcuni nostri centri di ricerca, a livello di eccellenza del tutto analogo a quello dei migliori istituti stranieri" disse con amarezza Gios Bernardi.
La partecipazione estera resta comunque la prima cartina al tornasole dell'importanza del premio. Non sono da meno i seminari di aggiornamento per la classe medica. Negli ultimi anni sono state affrontate le nuove prospettive sui tumori cutanei, il carcinoma della cervice uterina, le neoplasie non infiltranti della mammella, l'epidemiologia e prevenzione dei tumori, la diagnosi istologica dei tumori rari ed infine i tumori della vescica e quelli del colon-retto.
"La mortalità per tumore nei paesi occidentali ed in Italia è in diminuzione grazie ai progressi diagnostici e terapeutici, ma ci si ammala di più: quasi 300.000 nuovi casi all'anno. Non può confortare il tasso di guarigione oltre il 50%" dice Bernardi. "Gli Stati Uniti, per la lotta al cancro spendono l'equivalente di quasi 20 euro a testa, contro i risibili 2 euro a testa spesi in Italia. Non è tollerabile". Un monito autorevole di un uomo che terminata la sua prestizione di medico radiologo ha continuato a dare il meglio di sè alla Fondazione Pezcoller. Ed ora potrà probabilmente tornare ad uno dei suoi primi amori: la fotografia.
(C.Perer - articolo aggiornato nel gennaio 2012)