Il patrimonio del fondo Comel dell'Accademia degli Agiati. 

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Una  stupenda china di un giovanissimo Tullio Garbari:
Sembra Marx ed invece è un "ritratto di vecchio" (1908)

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Intellettuali: il professor Comel con la moglie e Alceo Toni (al pianoforte).
La foto, tratta dal catalogo, è di proprietà
dell'Accademia degli Agiati di Rovereto

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La copertina del catalogo della mostra finanziata da Fondazione Caritro

La Scuola dei...saranno famosi

di Corona Perer

(Trento, 21 novembre 2008) - Ha chiuso i battenti una mostra molto interessante di una scuola che fu e che prosegue ancor oggi, ma che all'epoca doveva avere una marcia in più se molti dei suoi alunni divennero grandi artisti. Parafrasando un celebre film quella che si direbbe ...la meglio gioventù. Gli studenti della Scuola Reale Elisabettina di Rovereto e il loro ‘prof' di disegno sono oggi una pagina di storia.

E fu certo una storia straordinaria perché dalla Realschule di Rovereto passarono Fortunato Depero, Tullio Garbari, Giovanni Tonini, Giovanni Tiella, Luciano Baldessari , Gianni Caproni e tanti altri artisti di rilievo destinati a diventare famosi. In quello che era una sorta di istituto superiore ad indirizzo ‘arti applicate'  -ossia una scuola tecnica che dava una visione dell'arte saldamente legata al mestiere - ebbero modo di coltivare il proprio genio e in qualche modo di sollecitarlo. Doveva essere dotato dell'arte della maieutica il vecchio Comel perché fu il tipico maestro con quelle qualità didattiche che aprivano al talento individuale ed ai fermenti culturali.

L'Elisabettina fu dunque una vera fucina di artisti come emerge dalla mostra che la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto ha inaugurato prima a Rovereto e poi a Trento Vi si racconta uno spaccato di storia ma ne esce anche uno spaccato di didattica. Siamo ai primi del Novecento e un gruppo di giovani chini sul banco dell'aula di disegno, amorevolmente seguiti dal prof. Comel non sanno che quella sarà la loro vita e di essere destinati a diventare protagonisti nel mondo dell'arte. Forse lo sognano, intanto studiano.

Disegni, acquerelli e incisioni, che all'epoca erano solo esercitazioni scolastiche sono state però gelosamente raccolti e conservati dal loro insegnante di disegno a mano libera, il professor Luigi Comel. Alla sua morte il figlio Alvise volle donare l'intera collezione all'Accademia Roveretana degli Agiati, perché fosse custodita come prezioso documento e segno tangibile dei primi passi sulla via dell'arte da parte di giovani artisti diventati poi famosi.

LE OPERE ESPOSTE
Un patrimonio di inestimabile valore oggi, ma anche di ineguagliabile bellezza. Gli acquerelli di Baldessari aprono su attimi di vita quotidiana di grande vivezza: il ragazzo che studia, la bimba che gioca con le bambole, il pastorello e si intravvede subito che la consegna del maestro è stata già liberamente arricchita del talento personale. Una matita e un acquerello dichiarano palesemente il suo talento: due teste d'uomo e due teste di donna. Sembra quasi di udire il loro maestro che detta la consegna e di vedere il giovane allievo chino sul foglio occupato in gesti rapidi di rara intensità. Altrettanto per Depero del quale è possibile ammirare ritratti di grande compostezza formale che gradualmente sembrano assecondare l'irresistibile tentazione verso la sintesi del segno grafico. Uno straordinario autoritratto ci regala il giovane Fortunato, poco più che adolescente, con un volto già pieno di ansia di vivere, di frenesia del dipingere. Intenso Tullio Garbari con i suoi volti borghesi e gli acquerelli (tecnica preferita a quanto pare dal Comel). Il giovane Garbari gioca tra puntinismo e divisionismo e regala un ritratto di vecchio al quale anche Marx avrebbe potuto aspirare.  Superlativo Tiella, nei suoi paesaggi ad acquerello e nei ritratti da cui emergono usi e costumi dell'epoca, figure che a seconda del ruolo indossano il berretto (il ragazzo), la coppola (borghese) o il  cappello estivo a tesa larga (il giovane di buona famiglia). Un gallo strepitoso rivela la sua capacità di dominare la tavola dei colori e un teschio in una natura morta dice invece la non comune capacità - per l'età - di interpretare il tema con lo stile. Prolifico e pieno di voglia di fare Giovanni Moschini: interpreta la sua terra e il paesaggio con la stessa poesia utilizzata per ritrarre l'intimità di una lampada a petrolio, dimostrando di saper dominare con grande disinvoltura la più insidiosa e difficile delle tecniche  come quella dell'acquerello.
La mostra è corredata da uno splendido catalogo curato della professoressa Lia de Finis, Presidente dell'Associazione culturale "Antonio Rosmini" ed esponente dell'Accademia Roveretana degli Agiati.

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