LE ANTEPRIME DI SENTIRE - Galleria Doozo presenta la nuova mostra dal 7 giugno - 5 settembre 2011

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Angelo Cricchi "mekong" e sotto "Nilo"

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Profilo d'acqua di Angelo Cricchi

(maggio 2011 - Corona Perer) - C'è qualcosa di ancestrale nelle foto di Angelo Cricchi una straordinaria serie di Polaroid e stampe fotografiche scattate lungo le arterie fluviali della Terra: Rio delle Amazzoni, Orinoco, Mekong, Huang-He, Mississippi, Nilo, Gange, Danubio. Tornano alla mente pagine ispirate come quelle di Siddharta e la poesia di Hermann Hesse nel narrare il qui e altrove di un fiume: nell'eterno presente.

La Galleria Doozo (curators: Stella Gallas e Cristina Nisticò) presenta in anteprima "Profilo d'acqua", mostra fotografica che racconta il viaggio di Cricchi nella costante ricerca "della presenza dell'acqua nello sguardo delle persone". Migliaia di chilometri portandosi dietro uno strumento inadeguato e scomodo, una pesante fotocamera Linhof technika degli anni 50.

L'avventura inizia dal maestoso Rio delle Amazzoni: "appena i fatti della vita mi avevano fornito le motivazioni e l'urgenza per un brusco cambiamento, io per ricominciare, avevo scelto il fiume dei fiumi. E per visitarlo non avrei percorso la via dei Conquistadores risalendo dal delta ma quella della natura: dalla sorgente alla foce".

Segue l'Orinoco partendo dal Salto Angel a Canaima, lungo Ciudad Bolivar sino al delta. Attraversa il Mekong dai confini con la Cina, il Myanmar, la Thailandia, la Cambogia e il Vietnam. In Cina realizza alcuni scatti sullo Huang-He, il Fiume Giallo, nel tratto della Mongolia interna.

Il Mississippi lo segue in macchina lungo la Great River Road, da Minneapolis a Hannibal, la città dove cresce Mark Twain, per le terre degli Amish, e poi Memphis, la terra di Elvis, fino alle terre del blues, Clarcksdale, Moon Lake, New Orleans. Lungo il Nilo ripercorre i luoghi di Akenhaton. Sul Gange, il fiume sacro agli indù, ritrae i Gaths. E il Danubio.

La fragilità è alla base di River, progetto in itinere di Angelo Cricchi di cui fa parte questa consistente serie di ritratti. Fragile è il banco ottico, con cui Angelo Cricchi scatta i suoi ritratti "per forzare una visione già di per sé anomala". Fragili sono le Polaroid trasportate in scatole stagne. Fragili le immagini sviluppate in circostanze che ricordano quelle del viaggiatore conradiano.

Fragili sono le nostre certezze occidentali, nel momento dell'incontro con gli sguardi di chi vive lungo i fiumi. L'altro topos di questo avventuroso lavoro fotografico è il fiume come ritorno al principio. Una visione che Angelo Cricchi ritrova nella biografia di Loren McIntyre, dove si narra di un ritorno alle origini dell'uomo risalendo verso la sorgente del fiume. Una sensazione che riporta alla mente le parole di Hermann Hesse e le pagine di Siddharta dove si descrive un fiume sempre presente qui e ora, altrove nel presente.

Le fotografie sono accompagnate dal video di Silvia Morani realizzato lungo il Nilo. Dal 7 giugno - 5 settembre 2011 presso Galleria Doozo (via Palermo 51/53) a Roma. Da non perdere se siete nei paraggi.

  

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