Al grande maestro veneziano è stata dedicata una piccola
e intima mostra al Mart di Rovereto.

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Luigi Tito, Autoritratto

Omaggio a Luigi Tito, l'artista che voleva rimanere ignoto

(Rovereto, 23 novembre 2007) - Volle rimanere fuori, starsene lontano dal star-system dell'arte. Perché era un vero outsider
che aveva scelto una via del tutto autonoma. Quando, nella
sua Venezia sono lo spazialismo e le nuove avanguardie
a dettare legge, lui si rivolge all'esistenzialismo e guarda
alla lezione internazionale di Rembrandt. Alla inaugurazione
della mostra la direttrice Gabriella Belli ne ha parlato con passione.
Anche perché "Omaggio a Luigi Tito, Pittore antimoderno"
è una mostra che inaugura un nuova collana di eventi.
"Vogliamo guardare anche a quei pittori che per vicende personali a volte drammatiche, oppure per pura scelta di vita, a ancora per puro tratto caratteriale, rimasero sconosciuti o vollero esserlo fino in fondo, ma la loro era vera arte. È certamente il caso di Luigi Tito, discendente di una famiglia di artisti molto nota ancor oggi
a Venezia. La piccola e intima mostra allestita al Mart per l'artista veneziano resterà aperta fino al prossimo 13 Gennaio.
Figlio del più conosciuto Ettore Tito, protagonista di spicco della stagione veneziana tra XIX e XX secolo, il Mart accoglie a 100 anni dalla nascita e a 20 dall'ultima esposizione, 30 opere di inquietante attualità. Sono ritratti di grandissima forza come il piccolo ritratto che pubblichiamo in questa pagina e che pure comunica tutta
la forza esplosiva dell'artista. Il piccolo significativo omaggio
del Mart si concentra sul significato della ricerca di Tito
con particolare attenzione al ritratto, che egli interpreta nella angoscia psicologica. Sono quadri di forte impatto emozionale
che in catalogo ricevono il prestigioso medaglione critico di Pierre Rosenberg direttore del Louvre di Parigi a dimostrazione del valore di quest'opera e di quanto sia doveroso collocarla in un preciso ambito storico-artistico del novecento italiano.

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