Auguste Rodin... l'incompreso
di Corona Perer
(Ottobre 2008) - Narrano le cronache che vi lavorò almeno otto anni, la realizzò e poi se la portò a casa restituendo il denaro della commissione a cause delle feroci critiche ricevute. Auguste Rodin riteneva il suo "Balzac nudo e a braccia conserte", il vero capolavoro di una vita, la sintesi della sua estetica. Sostare vis-a-vis con le fattezze volitive del celebre romanziere è una delle esperienze più emozionanti della mostra sugli impressionisti e post-impressionisti inaugurata al Mart dove - tra questi due grandi capitoli di storia dell'arte - si colloca quella che a nostro avviso appare come la vera novità di questa mostra allestita grazie ai capolavori dell'Israel Museum di Gerusalemme.
La ricca sezione dedicata alla scultura, con le opere dei grandi maestri - dal citato Rodin a Degas, dalle sperimentazioni di Renoir a quelle di Gauguin - apre ai nostri occhi uno scorcio importante e di straordinaria modernità. E' la grande scultura classica di Maillol "Armonia" che accoglie il pubblico e con la sua mitezza, getta immediatamente il visitatore nel capitolo della forma e della bellezza, quintessenza dell'arte. Il pudore della giovine dal capo chino e dalle fattezze ancora in divenire, l'assenza delle braccia che Aristide Maillol non le regala per fissarla nell'eterno della classicità, sono la scelta di un artista al quale certo non mancava l'impeto per celebrare in un monumento Auguste Blanqui con forme molto più pesanti ("Azione in catene", che si trova a New York e fu scolpita nel 1861). Tuttavia l'incontro con Matisse lo aveva condotto verso forme semplici ed è appunto un inno all'innocenza quello che accoglie il visitatore al secondo piano del Mart.
"Alla fine dell'Ottocento la scultura costituiva l'ultimo baluardo rimasto all'establishment conservatore dell'arte accademica" scrive nel saggio critico Gal Ventura. "Se la pittura era stata attraversata da una rivoluzione, non si poteva dire altrettanto della scultura fossilizzata in soggetti tra l'allegorico e il mitologico". Ma Degas e Gauguin cominciano a sperimentare la loro estetica anche con la materia. Il primo realizzando figure femminili in ambiente domestico, intente alla toilette o in pose poco aggraziate come se l'artista le stesse spiando. Lo stesso fanno Renoir e Gauguin. Ma il più importante scultore del periodo è certamente Rodin e la mostra del Mart ha il grande merito di aver aperto uno scorcio su di lui in una delle sale più suggestive. Certo, quando si parla di impressionisti è normale andare con la memoria ai boulevard di Montmartre e al brulicare di gente e carrozze. Ma il periodo fu fecondo anche per la materia e Auguste Rodin ne è la tangibile testimonianza. L'Israel Museum possiede una trentina di sue opere.
Colpisce la dinamicità, la forza, la vivezza del soggetto scolpito. Che si tratti di una mano o di un uomo dal naso rotto, Rodin entra in quel volto e in quella mano. Sostate davanti al "Balzac nudo e a braccia conserte" e vedrete. Il monumento al grande romanziere francese gli venne commissionato da Emile Zola, a nome di un'apposita commissione, nel 1891. Per capire il soggetto lo scultore ne legge i romanzi, analizza le ancora poche fotografie per l'epoca, studia le ben più numerose caricature, si reca nei luoghi ove visse e arriva a pagare il sarto del celebre romanziere perché confezioni anche a lui uno dei suoi vestiti: con le stesse misure di Honorè de Balzac. E' chiaro che l'artista vuole compiere una full-immersion, calarsi nei panni e nella mente dell'artista che è stato chiamato a ritrarre in monumento. Ne esce un combattente dalle gambe muscolose. La schiena ne rivela un passato forte e virile, adipe e pancetta un presente più decadente ma ugualmente volitivo. Lo sguardo è fiero e pensante, Balzac sta ascoltando e sta meditando. Sembra quasi offrirsi al confronto, pronto a sostenere con tenacia le proprie idee. Il collo è tozzo e la fronte - quasi sudata - tradisce rughe, il mento un inizio di cedimento dovuto all'età. La scultura vive, insomma. Nonostante la nudità è vestita dell'anima del romanziere, ma la scelta di ritrarlo nudo sta a dire due cose. La prima: l'intimità che l'artista ha raggiunto con il soggetto. La seconda è più prosaica: per quanto importanti possiamo essere, sotto sotto...siamo tutti uguali, tutti mortali. Se le braccia conserte comunicano la forza, ventre gonfio e adipe dicono il resto e riassumono la genialità della scelta di Rodin. Tuttavia nonostante gli otto anni di studio e il cuore pulsante che Rodin ha calato nella materia, il fisico corpulento e nudo farà inorridire i committenti, la Societè Francaise des Autores che definiranno l'opera insoddisfacente se non informe. E' un momento tragico per Rodin che invece vede nel suo lavoro il coraggio di una vita. La batosta si fa insostenibile quando anche il pubblico si associa al parere della Societè e allora Auguste Rodin decide di restituire il denaro anticipato e di portarsi l'amato Honorè de Balzac a casa propria al pieno di una profonda amarezza: è la solitudine tipica dell'intellettuale. A più riprese dichiarò di aver sempre ritenuto il suo Balzac il capolavoro della sua teoria estetica. Si porterà nella tomba la grande delusione, senza poter gioire della giustizia della storia: vent'anni dopo la sua morte, nel 1939 l'opera verrà fusa in bronzo. Se andate a Parigi potete vederla proprio all'imbocco di boulevard Montaparnasse celebre quanto il Montmartre che Pissarro ritrae in una tela senza tempo esposta al Mart.
Oggi non ne discuteremmo mai l'importanza tra i capitoli di storia dell'arte ma all'epoca gli impressionisti furono snobbati e derisi. Come ha spiegato Gabriella Belli, direttrice del Mart, lo stesso termine impressionisti fu dato con dispregio: non era arte, erano solo impressioni, disse la critica dell'epoca dei primi Monet, Renoir e Degas. "E questo dice quanto, in ogni epoca, sia difficile poter giudicare il presente" ha chiosato la Belli all'inaugurazione riferendosi all'arte contemporanea.
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