Martino Martini: la mia Cina
(Trento 28 febbraio 2009) - Le carte geografiche, nel corso dei secoli, hanno rappresentato un insostituibile mezzo per la registrazione e la trasmissione del sapere geografico ed hanno insieme testimoniato sia la curiosità degli uomini di cultura nei confronti dei mondi oltre i confini conosciuti, sia il desiderio di superare questi limiti per ragioni di studio, conquista o economiche. La mostra al Castello del Buonconsiglio di Trento "Riflessi d'oriente. L'immagine della Cina nella cartografia occidentale" è dedicata a Martino Martini e alla cartografia della Cina.
Fa da fulcro la figura di padre Martino Martini, autore del primo atlante moderno della Cina (il Novus Atlas Sinensis, pubblicato ad Amsterdam da Joan Blaeu in prima edizione nel 1655), trait-d'union fra la tradizione cartografica occidentale e quella orientale e figura di raccordo tra il mondo culturale europeo e quello cinese. Accanto ad alcune sue opere verranno posti oggetti, come libri, dipinti, strumenti, opere d'arte, testimonianze di cultura materiale, che permetteranno di inquadrare storicamente la figura di Martino Martini nella Trento del suo tempo, città di confine tra l'Italia e la Germania e importante crocevia internazionale di influenze culturali diverse.
Curata da Michele Castelnovi, ricercatore dell'Università di Genova, Aldo Caterino, direttore del Centro Studi Martino Martini, Miriam Lenzi, coordinatrice del Centro Studi Martino Martini e Riccardo Scartezzini, sociologo dell'Università di Trento e presidente del Centro Studi Martino Martini, la mostra offrirà una visione d'insieme su oltre dieci secoli di raffigurazioni dell'ecumene fra Asia e Cina (cuore dell'esposizione), partendo dalla grande sintesi tolemaica, vera summa del sapere geografico antico, riscoperta dagli umanisti italiani nel Quattrocento e riportata agli onori della cultura occidentale dopo i lunghi secoli dell'oblio medievale.
Insieme alle carte sono esposti esempi di strumenti astronomici, nautici, topografici e geodetici (astrolabi, quadranti, sfere armillari, ottanti, sestanti, grafometri, ecc.) che hanno permesso ai geografi e ai cartografi di offrire rappresentazioni sempre più complete e precise delle terre e dei mari. L'immagine della Cina che emerge dalla cartografia occidentale non è soltanto il prodotto di conoscenze scientifiche e abilità tecniche di geografi e cartografi europei, ma è anche il frutto dello scambio culturale, artistico e commerciale che si è prodotto fra queste due civiltà, delle comunanze e delle affinità che si sono sviluppate nel corso dei secoli e dei rapporti di collaborazione instauratisi fra studiosi europei e cinesi.
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