Oliviero Toscani "Creativi, ci vuol coraggio"
di Corona Perer
(Rovereto, 2010) - Era come ce lo aspettavamo: brillante, ma anche vero. Ha svelato di essere stato molto odiato per il suo genio creativo e proprio dallo staff dell'azienda per la quale stava lavorando e che tanto deve alla sua assoluta non-convenzionalità: la Benetton Group. Oliviero Toscani, guru della fotografia comunicazione, è intervenuto a Rovereto per il percorso informativo - formativo "Cultura d'impresa e innovazione", che Trentino Sviluppo organizza ogni anno. Al "Bic Day" è venuto a spiegare come l'atto di infrangere le regole possa essere utile a liberare creatività e genio.
Non a caso il suo intervento si intitolava "Rompere gli schemi: innovazione e creatività". Oliviero Toscani lo ha sempre fatto. Anzi, rompere le regole è sempre stato il suo mestiere con campagne che ogni volta erano precedute dalla polemica e che sono state la sua fortuna. Anzi spesso venivano criticate prima ancora di essere viste sulla base dei "si dice" accuratamente diffusi dagli uffici stampa e con solerzia spesso morbosa venivano raccolte dai mezzi di informazione.
Ma si osa ancora oggi? "Molto poco" ha detto, "o molto meno di un tempo". A sui dire i giovani sono proprio quelli che hanno meno coraggio. "Appaiono omologati, conformisti, privi di un pensiero creativo, anche di opposizione" ha detto il celebre fotografo che dice di aver osservato una gioventù veramente poco coraggiosa e per questo poco incline allo spirito imprendotoriale che chiede proprio di fare i conti con il concetto di rischio.
Lui di rischi ne ha corsi tanti, anche di essere stato definito diseducativo proprio quando il suo intento era quello di scuotere le coscienze. Una delle sue ultime campagne contro l'anoressia ha sortito il solito coro di voci che gli imputa una eccessiva crudezza. "Rappresentare il mondo è il nostro mestiere. Ma lo facevano anche i pittori del Rinascimento quando pubblicizzavano le dottrine della Chiesa e raffiguravano una sacara scrittura alla quale non potevano accostarsi". Lo fecero anche loro con coraggio, si pensi a Michelangelo ai suoi nudi e ai braghettoni posteriori che la Controriforma farà indossare ai suoi capolavori in Cappella Sistina per coprire vergognose nudità. E' dunque il coraggio il motore della creatività e del genio.
Oliviero Toscani da innovatore, ha dato i suoi scossoni al mondo accomodante della pubblicità degli anni '70, tutta ripiegata sui valori del successo e del rampantismo, e vi ha portato anche i colori dei popoli, il tema della discriminazione. Per primo ha rotto gli schemi e ha sbeffeggiato il mondo del consumismo. Non a caso lo hanno presentato come un sovversivo.
Lui a Rovereto si è raccontato e ha raccontato i dietro le quinte dei suoi soggetti più famosi e discussi. Ma ha posto l'accento ripetutamente su una leva: quella del coraggio che deriva dal sogno. "Ed è preoccupante che le nuove generazioni non ne dimostrino abbastanza" ha concluso.