MARCO DALLARI arte per crescere
di Corona Perer(Trento, 24 dicembre 2008) - Il suo merito è farci guardare all'arte con il vero occhio: quello metaforico. Lo conosciamo come professore ordinario di Pedagogia Generale all'Università di Trento dove ha dato vita al Laboratorio della comunicazione efficace e della narratività.
Una mente vivace, una personalità simpatica, nel vero senso del terimine greco sym-patia. Stare insieme a lui anche una sola ora in libreria è un'esperienza che consigliamo. Se era noto che fosse brillante, era invece meno nota la sua seconda anima. Il professor Marco Dallari è anche un brillante cantastorie. Di più: ha persino fatto il paroliere dei Nomadi che tuttora cantano una sua nostalgica canzone. Ed ora? "Ora ho voglia di tornare a scrivere per l'infanzia" ci dice al termine di una affollata e divertente presentazione da Blu Libri a Rovereto.
Ha da poco dato alle stampe le sue fanta-filastrocche tratte da suggestioni fornite dall'arte: Magritte come Picasso, Pollock come Munch. Scrivere per i più piccoli non è pura evasione per il professore, ma applicazione pratica di ciò che va da tempo insegnando: la necessità di tornare ad un pensiero creativo e metaforico. Per Marco Dallari, autore di "Arte per le rime" (ed. Artebambini) le emozioni sono ‘educabili": insomma le si può insegnare. Ascoltarle, riconoscerle, accoglierle, perfezionarle è qualcosa che deve essere offerto dagli adulti. Soltanto in questo modo possono emergere dal profondo e prendere forma simbolica e poetica frammenti e segnali dell'universo emozionale così importante per la costruzione dell'autonomia e dell'identità.
Dallari che è stato pedagogista presso il coordinamento scuole dell'infanzia del Comune di Bologna e di Carpi e docente presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna consegna dunque alle strenne natalizie un piccolo prezioso libretto, con le pagine dallo spessore sostanzioso perché i bambini ci si possano avventurare senza rovinarle subito. Un vero e proprio libro dei sogni, nei quali entrare da una porta suggestiva: l'arte.
Le rime e le filastrocche che commentano le immagini d'arte antica e moderna vogliono favorire un modo inconsueto di osservarle e commentarle. I testi in rima non contengono spiegazioni, ma vogliono essere occasione e pretesto per capire che guardare un'opera d'arte può essere un atto di fantasia, creatività, divertimento.
Ecco allora che il profilo di Piero della Francesca, si offre ad una fantasiosa storia: il chirurgo plastico che apre una finestra nasale affinchè il nobiluomo accecato e privo di un occhio, possa vedere anche dall'altra parte. O la bambola picassiana con gli occhi "fatti ad arte per veder da ogni parte". Attraverso linguaggio e rime Dallari regala immagini e storie. "Il bambino fin da piccolo scopre che con il linguaggio si può giocare, scoprire, conoscere e inventare. Acquisterà precocemente interesse e passione e ne farà occasione di appagamento, curiosità, piacere, se solo sappiamo affascinarlo a questo" sostiene Dallari che con la sua lettura ha fatto "scompisciar dalle risate", verbo ricorrente nei suoi sogni di penna.
Nato a Modena, classe 1947, non è nuovo ad esperienze nel mondo dell'arte. Oltre ad aver insegnato all'Accademia di Belle Arti di Bologna, è stato animatore di laboratori didattici presso musei e gallerie d'arte, anche alla Gam quando alla direzione c'era Danilo Eccher oggi neo-eletto presidente della Galleria Civica di Trento.