Oui, je suis Madame Campigli
di Corona Perer
(Villa Lagarina, 15 marzo 2008) - Era bellissima. Queste foto esposte in una recente mostra a Villalagarina, curata da Promart Trento, raccontano il fascino acerbo e quello della maturità. Persino le tracce di quella bellezza che persiste malgrado l'età.
Occhi verdi e una berrettina di lana: così appariva Magdalena Radulescu negli ultimi anni della sua vita in una foto tessera che ci restituisce il volto di una donna libera e tremendamente sola. Quella che vediamo in questa sequenza è la signora Campigli, così brava a dipingere, da aver scatenato l'ira del marito.
A riproporci la sua storia è Petra Giacomelli a sua volta artista, una finlandese naturalizzata trentina che al suo paese è molto affermata e che realizza opere molto interessanti. E' grazie a lei se è venuto alla luce un brandello di vita che ci racconta la storia di una donna che prendeva il caffè con Brancusi e Giacometti, e rinchiusa in uno sgabuzzino dal marito, cominciò a dipingere quello che aveva dentro non potendo riprodurre nessun oggetto della sua improvvisata prigione.
La chiamavano Dutza, era di cittadinanza romena. Segni particolari: artista e moglie del celebre Massimo Campigli. Lo aveva visto la prima volta dentro un'opera esposta al Gran Palais di Parigi, in un quadro dove ritraeva tessitrici di lana. "Pensai che avrei voluto conoscerlo". La giovane donna, a Parigi per studio, non sa che diventerà sua moglie e che per dieci anni vivrà una storia fatta di lacrime, partite a carte, balli in maschera, scatti di ira e persino segregazioni.
Una mostra a Villa Lagarina di arte al femminile "Sotto la cenere, donne che lasciano il segno" ridà vita a Dutza che compare con due opere donate all'amica Petra e in un video molto suggestivo che ne ricostruisce la vita. Ne emerge una singolare figura di donna-artista che forse giganteggiò sul marito, il quale era conscio della sua superiorità e ne fu anche influenzato.
Tante e strane le coincidenze della loro storia: prima il quadro che fa scoccare la curiosità al Grand Palais, poi l'incontro fortuito alla Grande Chaumière ("...pensai ridendo: magari diventerà mio marito") poi il primo contatto al Café degli Artisti parigino dove lui parla come un uomo di mondo, di filosofia e letteratura. Dice che lavora al giornale "Le Matin" e che detta articoli ai colleghi italiani del "Corriere della Sera". Guadagna bene, di tanto in tanto dipinge. Poi il matrimonio, non fortunato, ma certamente ricco d'arte.
SENTIRE vi invita a leggere la storia d'amore con Campigli nel frammento che pubblichiamo nei nostri approfondimenti.
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