Cara vecchia grammatica...
Il mio pensiero per l'anno nuovo va all'italiano, inteso come nostra lingua, patrimonio che mi è caro e che parla di noi, primo e più veritiero specchio del nostro carattere e della nostra condizione.
Leggendo le intercettazioni fatte al nord come al sud, di politici, imprenditori, faccendieri o professionisti, colpiscono la sguaiatezza, l'arroganza, la mafiosità, anche, del linguaggio.
Un indizio rivelatore - così sembra- assai più chiaro e immediato della fedina penale e del malaffare in corso.
Ecco, vorrei per l'anno nuovo che tenessimo più da conto la nostra bella lingua, che non merita di essere così svilita e maltrattata.
Isabella Bossi Fedrigotti
scrittrice e giornalista