MANLIO MASSOLE - Fatiche d'uomo: la miniera
Un libro che racconta di fatti e personaggi reali, esplorando per l'appunto il mondo del lavoro in miniera con i suoi rischi, le sue fatiche, ma anche con episodi di fratellanza tra i lavoratori uniti da un forte desiderio: ritrovare la libertà perduta, affrancarsi finalmente dalla schiavitù. Per il suo impegno all'autore nel 2007 è stato attribuito il Premio Italia Diritti Umani.
La miniera è in fondo anche un luogo di solidarietà fra gli uomini, un mondo oscuro in cui risaltano gli ideali comuni, la volontà di rivedere la luce e la libertà. Questo il tema centrale del libro di Manlio Massole, intitolato "Stefanino nacque ricco" (Manni Editori 2008) presentato alla biblioteca comunale di Trento (sala degli affreschi).
Nato nel 1930 a Buggerru (Cagliari) l'autore è stato infatti minatore per vent'anni ed ha insegnato in zona mineraria per quindici. Conosce a fondo i meccanismi, le speranze, l'immensa fatica del mondo sotterraneo, dove l'unica luce che risplende è quella, sempre presente, della coscienza degli uomini.
Nel 1993 la collaborazione tra il poeta-minatore e l'associazione culturale trentina Promart, nel periodo in cui scoppiarono le lotte dei minatori Sulcis-Iglesiente contro la chiusura delle miniere portò verso un percorso improntato alla difesa dei diritti dei lavoratori e della loro dignità, anche attraverso testimonianze e iniziative accomunate da un forte impegno sociale.
Non sono personaggi di fantasia quelli descritti nell'opera di Massole ma persone reali, come reali sono le storie narrate, scritte da un autore che per anni ha vissuto in prima persona l'esperienza della miniera e quindi conosce bene quel mondo.
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