Mauro Rostagno? "Dava fastidio"
11 gennaio 2012 - E' notizia di oggi: i pentiti al processo confermano "dava fastidio alla mafia e alla massoneria, doveva essere eliminato".
Mauro Rostagno intellettuale italiano, venne classificato un "estremista". Non esitò a rischiare e perdere la propria vita nel giornalismo di denuncia, vittima della mafia. Una figura emblematica del progresso intellettuale e culturale degli italiani che svela, al di la degli schieramenti ideologici, la realtà di un paese che ancora non ha vinto la sua battaglia contro le mafie.
Lo racconta "Il suono di una sola mano" il libro scritto dalla figlia Maddalena Rostagno con Andrea Gentile che ha presentato recentemente anche a Trento al Museo Storico di Trento in via Torre Vanga dove i due autori erano stati presentati da Vincenzo Calì, Marco Boato e Fiammetta Balestracci.
Maddalena nel libro parla in prima persona, parla dei ricordi che ha del padre, lo racconta nei gesti, nelle scelte: Macondo, la comunità Saman, l'India, il lavoro in tv. Non dimentica di mostrarci la quindicenne arrabbiata senza un padre e una madre arrestata perché sospettata - senza alcun fondamento - dell'omicidio del padre. E oggi è la donna che decide di riaprire il capitolo più nero della sua vita.
La presentazione trentina è a cura dell'Associazione Museo Storico di Trento e dell'Associazione Storie In Movimento. Abbiamo chiesto alla figlia Maddalena Rostagno di parlarci del padre e del suo lavoro di ricerca e rilettura.
Perer: Il ricordo personale più bello che hai di te e tuo padre?
M.Rostagno: Ne ho tanti: tanti piccoli gesti quotidiani. La tua domanda mi fa passare davanti agli occhi immagini, tante sequenze. Tutte accompagnate da un suono, un odore, un oggetto, un tramonto. Non riesco ad estrapolarne uno preciso. Li conservo tutti quanti, mescolati, un po' alla rovescia.
Perer: Questo lavoro ti ha coinvolto molto - immagino - emotivamente: cosa è stato più difficile per te?
Controllare emozioni o inquadrare la vicenda?
M.Rostagno: Sicuramente controllare le emozioni. Il libro è stato scritto durante il processo, che inevitabilmente smuove molte emozioni, di diverso tipo. Ma il fatto che un processo fosse in corso ne ha reso possibile la scrittura. Se l'avessi scritto senza un processo in corso sarebbe stato più doloroso, e rancoroso.
Perer: Come hai deciso di affrontare "la storia" con un Tribunale aperto?
M. Rostagno: Sul "caso Rostagno" mi sono attenuta a cenni sugli anni passati e su come sia stato possibile arrivare, al processo. Essendo il processo in corso, avevo deciso da subito di non scriverne. E bene che i processi si svolgano nelle aule di tribunale. Forse dopo, se ne può scrivere.
Perer: Le più bella qualità di tuo padre?
M.Rostagno: la sua capacità di godersi ogni attimo, ogni sua scelta, ogni giorno della sua vita. Senza farsi condizionare. E la sua idea della libertà, fuori da gabbie e schematismi. La risata, e molto, molto altro.
Perer: La struttura del libro presenta letture e fatti inediti?
M.Rostagno: Non credo. Forse qualche mio ricordo, ma proprio perché personale non credo rientri nei "fatti inediti". Il mio libro vorrebbe fare un po' di pulizia delle "palate di m..." (cito dalla Rossanda) versate su di noi e "avvicinare" un po' a Mauro e al nostro processo in corso.
Perer: Cosa ritieni non sia stato detto compiutamente su di lui?
M.Rostagno: Molte cose, anche nel mio libro. Una persona molto cara, una volta finito il libro, mi ha scritto che non sono riuscita a raccontare la dimensione di Mauro pensatore. Sì, è vero che era creativo, intuitivo, profondo e visionario, ma, Mauro aveva un pensiero "chiaro e distinto" (cit. Cartesio ), un pensiero che indagava la realtà , nelle sue più svariate rappresentazioni , con una profondità incredibile. Prima di affrontare qualsiasi avventura (Palermo, la comunità, la meditazione, le terapie, il giornalismo e chi più ne ha più ne metta) lui divorava e metabolizzava tutto il sapere che c'era sull'argomento, incamerava sapere e poi su quel sapere pensava e produceva il suo pensiero.Un pensiero fruibile.
Perer: Come pensi che lui vorrebbe essere ricordato?
M.Rostagno: Non come un eroe. Forse come una canzone. E come una persona che aveva scelto chi essere e da che parte stava e che ha sempre combattuto perché tutti lo potessero fare. Un compagno nel sogno.
(ha collaborato Carlo Bagaglia)
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