Cono Galipò, attentato all' amministratore del CIE di Lampedusa
(Lampedusa, 25 settembre 2011) - L'auto dell'amministratore delegato di "Lampedusa Accoglienza", Cono Galipò, è stata data alle fiamme da ignoti a Lampedusa dove il manager gestisce il centro di accoglienza.
L'auto, una Ford Fusion, era davanti all'albergo posto vicino al molo Favaloro, dove avvengono solitamente gli sbarchi di immigrati.
Cono Galipò non riesce a spiegarsi la matrice del gesto. L'amministratore della cooperativa che si occupa di gestire l'accoglienza degli immigrati a Lampedusa ha affermato di non aver avvertito tensione nei suoi confronti o di aver subito minacce verbali. "I lampedusani mi riconoscono un ruolo importantissimo e spesso abbiamo fatto anche più del dovuto" ha commentato a caldo. Sull'episodio ora indagano i carabinieri.
Galipò è un personaggio noto: è stato consigliere comunale a Capo d'Orlando. Recentemente un'inchiesta della magistratura ha configurato reati a carico del Consorzio di cooperative sociali "Sisifo", che ha gestito il centro di Lampedusa: avrebbe infatti fatturato al ministero dell'Interno periodi di soggiorno non giustificati per circa 12.500 giornate.
In Italia ci sono 5/6 ditte incaricate dal Ministero degli Interni di provvedere all'accoglienza, servizio che è fornito - per usare una formula automobilistica - chiavi in mano. Il clandestino viene gestito in ogni necessità ed il prezzo comprende tutto: vitto,alloggio, eventuali cure mediche, persino il servizio cimiteriale quando dovesse verificarsi. E purtroppo tra i disperati del mare arrivano anche cadaveri.
Le indagini svolte dai carabinieri della Compagnia di Patti hanno contestato questo: nel periodo in cui il Centro di accoglienza è stato in funzione, sarebbero state ritardate le dimissioni dei rifugiati ai quali erano stati già concessi il permesso di soggiorno o lo status di rifugiato politico. Gli immigrati, cioè avrebbero dovuto lasciare la struttura di accoglienza non appena ottenuti i permessi, ma secondo quanto accertato dai carabinieri le dimissioni venivano spesso ritardate di qualche giorno, in alcuni casi per settimane.
In questo modo la Prefettura di Messina, per la permanenza ingiustificata di ciascun immigrato, avrebbe subito una colossale truffa pagando centinaia di giornate di soggiorno che invece non erano più necessarie.
L'imprenditore, che da molti anni opera nel settore delle cooperative sociali, a Lampedusa è impegnato nella gestione della struttura di prima accoglienza agli immigrati che in queste settimane è stato spesso al centro della cronaca per le note vicende degli sbarchi in massa nell'isola.
A Sant'Angelo di Brolo l'apertura della struttura di accoglienza aveva suscitato parecchie polemiche e preoccupazione tra i cittadini residenti, ma alla chiusura della struttura invece erano arrivate le proteste per la perdita di numerosi posti di lavoro. In queste ultime settimane in molti avevano ipotizzato la riapertura dello stesso centro per accogliere gli immigrati sbarcati in massa a Lampedusa.
Lo avevamo incontrato quasi per caso il 26 gennaio 2009 sul piccolo Atr in servizio sulla tratta Palermo-Lampedusa. In quelle settimane la situazione era arrivata al limite: il sovraffollamento in atto e la tensione crescente a Lampedusa, aveva infatti motivato la visita dei parlamentari del Pd con l'on. Franceschini che ha dichiarato "Ho visto qualcosa di indegno per una nazione civile".
Il caso volle che il nostro posto venne assegnato al check-in giusto accanto a quello dell'amministratore delegato di Lampedusa Accoglienza srl, la società incaricata di gestire il CPT. Ci svelò alcuni dietro le quinte delle prime manifestazioni dei lampedusani. Persona affabile e loquace, Galipò (che oltre alla sede sull'isola, gestisce il centro di Messina) rispose alle nostre domande affermando che "...anche un albergo a 5 stelle per 70 persone che si trovi ad ospitarne 700 vede diminuire il suo standard di qualità..."
Quanto cosa la gestione di un clandestino?
Lo stato passa 33 euro a testa. A Messina, dichiarata modello di accoglienza su standard europei, 40 euro.
Gestirete voi anche il prossimo CPA?
Quale?
Quello che il ministro Maroni intende avviare!
Guardi che esiste già...(ride n.d.r) Comunque sì: siamo noi a gestirlo
E quando lo avete attivato?
La notte in cui il consiglio comunale decideva lo sciopero in municipio
Quindi il 20 gennaio?
Sì.
Mi sta dicendo che la 80 donne che stanno ancora scioperando erano già lì quando c'è stato il presidio della base Loran il 22 con i primi scontri?
Sì.
(Corona Perer)
leggi l'intervista integrale qui >>>Cono Galipò, ecco come la penso